...Certo Goethe si annoiava a morte in quel Granducato di Weimar alla corte di Carlo Augusto, suo quasi coetaneo e amico.S´e`sempre mangiato bene in Turingia per carita`,(mica era come in Brandeburgo che prima di Federico II di Prussia manco le patate c´erano), ma la vita gli doveva scorrere in un torpore infinito.Passava i giorni tediosi tra un allestimento teatrale e la gestione finanziaria della piccola provincia tedesca. Goethe era il Veltroni teutonico .Da quando c´era lui in citta`, musica feste spettacoli gratuiti tutte le sere, e aveva trasformato Weimar nel centro culturale della Germania.
E poi con la povera tardona scassaballe della Charlotte von Stein, sempre alle calcagna che cercava di istillargli l´etichetta di corte.
Charlotte, invero, era una donna colta e sensibile, alla quale dobbiamo essere grati per avrer ispirato al giovanissimo Goethe non solo gli Inni poetici piu´belli,ma l´intuizione delle intuizioni; La necessita`di un passaggio dal titanismo sdrucito e fancazzista del cortigiano Werther al paganesimo enigmatico spinoziano dell´uomo d´azione Faust.
.Il rapporto con Charlotte e la conseguente rottura della loro relazione platonica segna un punto dinon ritorno nella letteratura tedesca.
Ai tempi de´ I dolori del giovane Werther, che ebbe un clamoroso successo editoriale, si andava tutti in giro in giro in frack azzurro e pantaloni gialli (quando Ikea non esisteva ancora) e il suicidio era di gran moda.Tanto che le Autorita`dell´Universita`di Lipsia, preoccupate per il crescente tasso di suicidi ,diedero un annuncio;" Poiché lo scritto del signor Goethe può impressionare i lettori, soprattutto quelli di carattere più labile, in maniera negativa, e svegliare i sensi di determinate donne istigandole alla corruzione, abbiamo deciso di intedirne la distribuzione."
Per fortuna poi inizio`a scrivere il Faust, gia`abbozzato negli anni precedenti ,consegnandoci cosi´ un madonna di eroe moderno, che fa entrare la Germania a pieno titolo nella cultura Europea emancipandola dall´eredita`di quel guerrafondaio frocio di Sigfrido.
Dicevamo,Goethe che si moriva di pizzichia Weimar,decise di scappare a notte fonda in carrozza verso l´Italia. Il suo viaggio accordatogli , come e`noto dal generosissimo e lungimirante Granduca Carlo Augusto, inizia come una fuga. Un viaggio verso le ignote terre del Regno delle due Sicilie.Quella era la meta! Non ci pensava proprio al Tirolo, al Gardasee e al Mugello come fanno ora gli stolti dei suoi conterranei radical-chic.
Parti`nel bel mezzo della notte, inincognito,con documenti falsi sotto lo pseduonimo di Filippo Miller alla volta di Roma.
Roma all´epoca era come la spiaggia di Pattaya, ma su 7colli. E i Dottori della borghese Mitteleuropa ci venivano volentieri, anche ci si puzzava tutti di fame. Con la scusa del Gran Tour venivano in cerca di figa e Dioniso tra le bagasce nostrane, quando i prussiani a Berlino ancora non avevano l´ Artemis.
Roma era un cadavere in putrefazione, in balia del malgoverno piena di ladri, mignotte e briganti e una poverta` estrema, ma Goehte non vedeva tutto cio´. A lui interessavano i trenini del carnevale romano piu´che i moralismi.
"Io posso dire che solamente a Roma ho sentito cosa voglia dire essere un uomo", disse Goethe, e che le donne di Roma la davano piu´delle nordiche.
Doveva essere una breve fuga, invece rimase ben due anni in Italia percorrendola tutta fino a Palermo.
Al suo ritorno dimentico`presto il pallido sentimento per la von Stein e si innamoro` della Christiane Vulpius, rimorchiata per strada e di 20 anni piu´giovane di lui.
Invecchio`e mori´ benissimo il nostro Vate, non gli vennero quelle brutte sopracciglia incolte alla Thomas Mann, foriere di pessimismo e noiose come i boschi dello Harz.
Vogliamo ricordarlo cosi´, in pose barocche seduto al tavolino di qualche Osteria di Trastevere, a ruttare paganamente tutta la sua felicita`al mondo, a sparare frottole,atteggiandosi alla maniera delle maschere italiane, mentre dall´oste si fa chiamare Filippo.
Peccato che gli stava sul cazzo Beethoven, chissa`perche´.Non s´e`mai capito.
- Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können.
Also sprach Zarathustra-F.Nietzsche-
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venerdì 19 agosto 2011
martedì 19 luglio 2011
Komm gut nach Hause!
Quando spiego ad un tedesco che certe espressioni molto usate sono intraducibili perche´non esistono in italiano rimane sembre basito,confuso, e talvolta disorientato se e`uno studente di italiano. Il tedesco si stupisce piu´degli altri rispetto a parole e realta`distanti dalla sua cultura.
Una di queste e` Komm gut nach Hause! che significa letteralmente "buon ritorno a casa",tradotto al meglio con " stammi bene", il cui sottotesto e` " torna sano a casa".
Frase che ogni tedesco pronuncia e augura prima di salutarsi con gli amici dopo una bevuta, anche se la casa e`dietro l´angolo.
Anche loro hanno i loro piccoli rituali comunicativi, ma non cosi´complessi e strutturati come nell´italiano(come ad esempio le innumerevoli frasi di circostanza per " fare i complimenti" davanti a un caffe`).
I tedeschi invece si "augurano" sempre un sacco di cose soprattutto tra amici e in famiglia.
Un buon ritorno a casa, una buona giornata, una buona e pronta guarigione, una buon sonno. E molto piu´spesso di quanto faremmo noi in circostanze piu´quotidiane.
La mia amica Ursula di 61 anni sostiene che la ragione e`che "non si sa mai quello che potrebbe accadere",un incidente o un brutto scherzo del destino, ed essendo i tedeschi pessimisti temono la catastrofe pure dietro l´angolo di casa.
Non so perche´ma tutto cio` mi ha ricordato Das nächste Dorf un racconto breve di Franz Kafka, scrittore che ho amato e letto quasi per intero e potrebbe descrivere metaforicamente il mio stato d´animo degli ultimi 5 anni.
Il problema non e`il percorso che mi separa dal prossimo villaggio,breve o lungo che sia ma il Tempo di una vita al cospetto della quale le mie azioni restano limitate, perche´ determinate da una consapevolezza che si e`manifestata a tratti, o troppo presto o troppo tardi rispetto ai fatti.E quando ho pensato di compiere un viaggio,ho pensato che fosse solo geografico,bastava attraversare uno spazio per arrivare alla meta.
Il prossimo villaggio e`mio padre che avrei voluto abbracciare, e`la musica che avrei voluto suonare,storie di persone che avrei voluto ascoltare e quelle che non avrei voluto deludere.Ora restano soltanto le immagini nitide dei ricordi e l´assurdita`di riviverli al presente attraverso varie forme.
Voleva essere un post allegro,invece ne e`uscito fuori uno triste e un po´puerile.
Una di queste e` Komm gut nach Hause! che significa letteralmente "buon ritorno a casa",tradotto al meglio con " stammi bene", il cui sottotesto e` " torna sano a casa".
Frase che ogni tedesco pronuncia e augura prima di salutarsi con gli amici dopo una bevuta, anche se la casa e`dietro l´angolo.
Anche loro hanno i loro piccoli rituali comunicativi, ma non cosi´complessi e strutturati come nell´italiano(come ad esempio le innumerevoli frasi di circostanza per " fare i complimenti" davanti a un caffe`).
I tedeschi invece si "augurano" sempre un sacco di cose soprattutto tra amici e in famiglia.
Un buon ritorno a casa, una buona giornata, una buona e pronta guarigione, una buon sonno. E molto piu´spesso di quanto faremmo noi in circostanze piu´quotidiane.
La mia amica Ursula di 61 anni sostiene che la ragione e`che "non si sa mai quello che potrebbe accadere",un incidente o un brutto scherzo del destino, ed essendo i tedeschi pessimisti temono la catastrofe pure dietro l´angolo di casa.
Non so perche´ma tutto cio` mi ha ricordato Das nächste Dorf un racconto breve di Franz Kafka, scrittore che ho amato e letto quasi per intero e potrebbe descrivere metaforicamente il mio stato d´animo degli ultimi 5 anni.
Il prossimo villaggio
Mio nonno soleva dire: «La vita è straordinariamente corta. Ora, nel ricordo, mi si contrae a tal punto che, per esempio, non riesco quasi a comprendere come un giovane possa decidersi ad andare a cavallo sino al prossimo villaggio senza temere (prescindendo da una disgrazia) che perfino lo spazio di tempo, in cui si svolge felicemente e comunemente una vita, possa bastar anche lontanamente a una simile cavalcata.»
Il prossimo villaggio e`mio padre che avrei voluto abbracciare, e`la musica che avrei voluto suonare,storie di persone che avrei voluto ascoltare e quelle che non avrei voluto deludere.Ora restano soltanto le immagini nitide dei ricordi e l´assurdita`di riviverli al presente attraverso varie forme.
Voleva essere un post allegro,invece ne e`uscito fuori uno triste e un po´puerile.
mercoledì 29 giugno 2011
Freud e le chache esistenziali
I Sogni, quelli di notte bisognerebbe che non ci fossero. Senza di loro la vita sarebbe migliore.Il fatto che ci sono significa una cosa sola, che non abbiamo e mai avremo il totale controllo della nostra realta´psichica e questa e`una vera disgrazia.
Te ne vai a letto dopo la camomilla, pensando di aver percorso un bel pezzo di strada libera da impacci e superato cose che ritenevi insuperabili e chiudi gli occhi sereni. Poi inizia il teatrino notturno e incontri qualcuno o viaggi nei luoghi d´infanzia. A volte succede che ti risvegli con un malessere antico, e la netta sensazione di essere rimasto li´dov´eri tempo fa,perche´la ferita che credevi rimarginata pulsa ancora e tu che credevi di essere ormai germogliato a nuova vita sei ancora una zolla secca sotto l´aratro dell´inconscio.
Te ne vai a letto dopo la camomilla, pensando di aver percorso un bel pezzo di strada libera da impacci e superato cose che ritenevi insuperabili e chiudi gli occhi sereni. Poi inizia il teatrino notturno e incontri qualcuno o viaggi nei luoghi d´infanzia. A volte succede che ti risvegli con un malessere antico, e la netta sensazione di essere rimasto li´dov´eri tempo fa,perche´la ferita che credevi rimarginata pulsa ancora e tu che credevi di essere ormai germogliato a nuova vita sei ancora una zolla secca sotto l´aratro dell´inconscio.
martedì 7 giugno 2011
Das Schicksal.Quando si dice il destino.
Grazie al buon Malvino scopro questa chicca dal Daily Mail e non mi stupisco per nulla.
Non mi stupisco per niente del fatto che dal poetico incontro tra l´impiegatuccio bavarese Ratzinger Senior e la femmina illibata e nullatenente austriaca Maria Peintner siano stati generati tre uomini probi, di cui due preti mentre il terzo e`diventato Papa.
Padre Ratzinger Senior ha scelto il suo destino coniugale piu´o meno come si fa quando si va a giovare alla piu´triste delle lotterie. Attraverso un annuncio, eppure di mediocri pretese. Insomma quale Humus sociorelazionale migliore di questo per favorire l´educazione morale dei fanciulli?Per prepararli alla vita e forgiare la loro ristretta visione del mondo? Una visione inficiata da dogmi succhiati inconsapevolmente piuttosto´che costruita attraverso l´esperienza col duro mestieraccio della vita secolarizzata. Ultimamente il nostro papa ci ha regalato delle perle di saggezza dalla Croazia. La sua convinzione secondo la quale l´amore e la famiglia si debbano fondare imprescindibilmente sul matrimonio e non sulla convivenza al fine di evitarne una banalizzazione e una conseguente deresponsabilizzazione delle parti significa una cosa sola: la morte emotiva e intellettuale sperimentata come consuetudine da generazioni di nostri nonni madri e padri.La morte di esseri umani privati della consapevolezza.
Perche´questo e`comodo e funzionale in un sistema di potere che macella anime (e sfracella coglioni) da secoli e questo Ratzinger lo sa, ma non puo´farci nulla perche´e`anch´ egli e`un ingranaggio sopra uno scranno dorato.
Vuol dire generazioni di uomini infelici, e donne insoddisfatte uniti solo dal solo bisogno di far fronte all´economia domestica, se non sfuggire alla fame nera.
Vuol dire secoli di doppia morale,perpetrata ai danni di donne tradite costrette a sopportare le angherie peggiori senza mai fiatare.Uomini fantocci che si credono padroni invece sono loro stessi schiavi umiliati nutriti da sentimenti falsi recitati.Vuole dire i pianti silenziosi di fronte al focolare senza la speranza di un tempo nuovo su questa terra.Passioni taciute e desideri inconfessati e repressi che non possono che generare sadismo e cattiveria soprattutto in persone che vivono solo all´ombra dei buoni principii.Vuol dire accettare passivamente i rapporti sessuali fino al raggiungimento dell´anaffettivita` piu´totale per celarsi dietro il paravento del vincolo sacro del Matrimonio.In ultima anlisi se la convivenza non e`preparatoria al matrimonio e non bisogna cedervi , come sostiene il Papa , che e`lo stesso concetto della lotteria a scatola chiusa optato dal Ratzinger Senior, mi chiedo allora cosa lo e`?La lettura domestica delle Sacre Scritture?
Non mi stupisco per niente del fatto che dal poetico incontro tra l´impiegatuccio bavarese Ratzinger Senior e la femmina illibata e nullatenente austriaca Maria Peintner siano stati generati tre uomini probi, di cui due preti mentre il terzo e`diventato Papa.
Padre Ratzinger Senior ha scelto il suo destino coniugale piu´o meno come si fa quando si va a giovare alla piu´triste delle lotterie. Attraverso un annuncio, eppure di mediocri pretese. Insomma quale Humus sociorelazionale migliore di questo per favorire l´educazione morale dei fanciulli?Per prepararli alla vita e forgiare la loro ristretta visione del mondo? Una visione inficiata da dogmi succhiati inconsapevolmente piuttosto´che costruita attraverso l´esperienza col duro mestieraccio della vita secolarizzata. Ultimamente il nostro papa ci ha regalato delle perle di saggezza dalla Croazia. La sua convinzione secondo la quale l´amore e la famiglia si debbano fondare imprescindibilmente sul matrimonio e non sulla convivenza al fine di evitarne una banalizzazione e una conseguente deresponsabilizzazione delle parti significa una cosa sola: la morte emotiva e intellettuale sperimentata come consuetudine da generazioni di nostri nonni madri e padri.La morte di esseri umani privati della consapevolezza.
Perche´questo e`comodo e funzionale in un sistema di potere che macella anime (e sfracella coglioni) da secoli e questo Ratzinger lo sa, ma non puo´farci nulla perche´e`anch´ egli e`un ingranaggio sopra uno scranno dorato.
Vuol dire generazioni di uomini infelici, e donne insoddisfatte uniti solo dal solo bisogno di far fronte all´economia domestica, se non sfuggire alla fame nera.
Vuol dire secoli di doppia morale,perpetrata ai danni di donne tradite costrette a sopportare le angherie peggiori senza mai fiatare.Uomini fantocci che si credono padroni invece sono loro stessi schiavi umiliati nutriti da sentimenti falsi recitati.Vuole dire i pianti silenziosi di fronte al focolare senza la speranza di un tempo nuovo su questa terra.Passioni taciute e desideri inconfessati e repressi che non possono che generare sadismo e cattiveria soprattutto in persone che vivono solo all´ombra dei buoni principii.Vuol dire accettare passivamente i rapporti sessuali fino al raggiungimento dell´anaffettivita` piu´totale per celarsi dietro il paravento del vincolo sacro del Matrimonio.In ultima anlisi se la convivenza non e`preparatoria al matrimonio e non bisogna cedervi , come sostiene il Papa , che e`lo stesso concetto della lotteria a scatola chiusa optato dal Ratzinger Senior, mi chiedo allora cosa lo e`?La lettura domestica delle Sacre Scritture?
mercoledì 1 giugno 2011
varie stupidita`
C´e`una categoria di persone, molto diffusa, che veramente non capisco e non stimo molto.Quelli che dicono"Ahhhh io la televisione non ce l´ho" .L´ho buttata da un pezzo".
E te lo dicono orgogliosi, col sorriso aperto, vantandosi di aver raggiunto chissa`quale primato critico dell´intelletto.Molti li conosco perche´partecipano ai miei corsi, degli altri ne sento parlare...
Il discorso e`semmai che senso si attribuisce al mezzo, e quanto e come interagiamo con esso.Ancor piu´stupida e`la ragione per cui queste persone hanno deciso di buttare la Tv,ovvero perche´ la guardavano troppo, e ora che non ce l´hanno preferiscono leggere i libri o fare una passeggiata.Per me ha lo stesso senso che dare fuoco al tostapane, perche´si teme il colesterolo presente nei Toast al salame.Ridicolo.
E te lo dicono orgogliosi, col sorriso aperto, vantandosi di aver raggiunto chissa`quale primato critico dell´intelletto.Molti li conosco perche´partecipano ai miei corsi, degli altri ne sento parlare...
Il discorso e`semmai che senso si attribuisce al mezzo, e quanto e come interagiamo con esso.Ancor piu´stupida e`la ragione per cui queste persone hanno deciso di buttare la Tv,ovvero perche´ la guardavano troppo, e ora che non ce l´hanno preferiscono leggere i libri o fare una passeggiata.Per me ha lo stesso senso che dare fuoco al tostapane, perche´si teme il colesterolo presente nei Toast al salame.Ridicolo.
venerdì 20 maggio 2011
il vizietto del Dott.Bruno Volpe per il Terzo Reich
E`da un po´di tempo che seguo con attenzione il fenomeno da baraccone messo su dagli oltranzisti cattolici fascisti del sito Pontifex. A capo di questo movimento, che si esprime attraverso un sito molto seguito e frequentato e`a capo il Sig.dott. Bruno Volpe, il quale secondo me ha scritto qui il manifesto piu´preciso in termini sia linguistici che sociopsicologici di quella inguaribile devianza parologica umana che va sotto il nome di omofobia. L´omofobia di Bruno Volpe pero´e`lungi dall´essere una banale derisione dell´omosessualita` che si risolve nello sberleffo verso " le checche" o nell´uso della parola " frocio" come insulto gratuito.Non siamo nel topos abitudinario che fa del "gay" una persona da irridere e svalutare in battute da baretto di quartiere che connotano la mediocritas medietas (tutta italiana) nei riguardi degli omossessuali. Siamo proprio nel Terzo Reich.Siamo nella Spagna di Franco , ma anche nella Santa Inquisizione cinquecentesca, siamo a Mashad in Iran.Il potere che hanno certe parole!
Leggere il pensiero di Volpe sull´omosessualita`e`come fare un viaggio a ritroso nei tempi bui della coscienza umana. La violenza delle sue parole e`programmatica, militante, intrisa di simbologie antiche atte a smuovere il peggiore dei lati umani: quello dello sterminio dell´identita`altrui.
Evidentemente. Il continuo richiamo alla Legge di Dio, o alla Legge dello Stato per impedire a due giovani di baciarsi deve nascondere una paura ancestrale di perdita della propria misera identita` che si vede vacillare per un battito di ali di farfalla.Perche´non poggia su di un benemerito cazzo.
Che fai Giovedi´ 10 Aprile del 2064?
Oggi mentre ero in treno mi sono messa a sfogliare la mia agendina tedesca.Non volendo spendere molti soldi e necessitando di un calendario qualche mese fa´ l´avevo comprata a pochi euro da MC Papier.
E´decisamente brutta, e sembra essere stata concepita per l´impiegato tedesco medio. Avrei fatto meglio ad optare per la Moleskine, sebbene un po´radical-shick, ma ormai ci ho fatto l´abitudine.
Le agende tedesche hanno diverse cose in piu´rispetto a quelle italiane. Innanzitutto accanto al giorno viene riportato il numero della Kalendarwoche (la settimana relativa al calendario annuale), e il numero del giorno relativo all´anno. Ad esempio oggi 20 Maggio siamo nella 21esima settimana, nel 140esimo giorno del calendario.Il concetto di Kalendarwoche mi era del tutto sconosciuto, prima che approdassi a Berlino. Tanto che quando sentivo la gente parlare di "essere nella decima settimana" pensavo si riferisse al periodo di gravidanza.Invece no.
Mancano le fasi lunari. Peccato, mi sarebbe tornato utile consultarle prima di andare dal parrucchiere...
In appendice all´agenda insieme ad alcuni inserti utili quali i vari sistemi di misurazione, i prefissi telefonici,una tabella delle distanze geografiche, c´e`anche una tabella dal nome inquietante quanto impronunciabile: Zinseszins. Quest´ultima ti permette di calcolare il tasso di interesse in funzione all´anno corrente rispetto a un dato capitale. Poi c´e`una tabella con le Schulferien (vacanze scolastiche), diverse nei vari Länder ,alle quali i tedeschi si attengono religiosamente.
In ultimo si trova una pagina che si chiama Dauerkalendar (che non saprei come tradurre in italiano) dove c´e un´oscuro schema cabbalistico con i mesi, le settimane, e i giorni, dal 1901 fino al 2064.Casomai vogliate sapere quando cadra`il vostro compleanno tra 50 anni,e vogliate organizzarne in largo anticipo i festeggiamenti. Mi e`corso un brivido lungo la schiena quando ho pensato come sara`il mondo nel 2064.Cazzo questa brutta agenda sopravvivera`sicuramente....
E´decisamente brutta, e sembra essere stata concepita per l´impiegato tedesco medio. Avrei fatto meglio ad optare per la Moleskine, sebbene un po´radical-shick, ma ormai ci ho fatto l´abitudine.
Le agende tedesche hanno diverse cose in piu´rispetto a quelle italiane. Innanzitutto accanto al giorno viene riportato il numero della Kalendarwoche (la settimana relativa al calendario annuale), e il numero del giorno relativo all´anno. Ad esempio oggi 20 Maggio siamo nella 21esima settimana, nel 140esimo giorno del calendario.Il concetto di Kalendarwoche mi era del tutto sconosciuto, prima che approdassi a Berlino. Tanto che quando sentivo la gente parlare di "essere nella decima settimana" pensavo si riferisse al periodo di gravidanza.Invece no.
Mancano le fasi lunari. Peccato, mi sarebbe tornato utile consultarle prima di andare dal parrucchiere...
In appendice all´agenda insieme ad alcuni inserti utili quali i vari sistemi di misurazione, i prefissi telefonici,una tabella delle distanze geografiche, c´e`anche una tabella dal nome inquietante quanto impronunciabile: Zinseszins. Quest´ultima ti permette di calcolare il tasso di interesse in funzione all´anno corrente rispetto a un dato capitale. Poi c´e`una tabella con le Schulferien (vacanze scolastiche), diverse nei vari Länder ,alle quali i tedeschi si attengono religiosamente.
In ultimo si trova una pagina che si chiama Dauerkalendar (che non saprei come tradurre in italiano) dove c´e un´oscuro schema cabbalistico con i mesi, le settimane, e i giorni, dal 1901 fino al 2064.Casomai vogliate sapere quando cadra`il vostro compleanno tra 50 anni,e vogliate organizzarne in largo anticipo i festeggiamenti. Mi e`corso un brivido lungo la schiena quando ho pensato come sara`il mondo nel 2064.Cazzo questa brutta agenda sopravvivera`sicuramente....
domenica 15 maggio 2011
Dell´andare al cinema
Dopotutto ho capito che andare al cinema non mi piace tanto.Questa esperienza collettiva del recarsi in un luogo buio e stare seduti in una sala piena di persone non mi convince e talvolta mi crea disagio.Non e`solo il problema del vicino che scarta le caramelle,o della coppietta che commenta ogni scena.Proprio non sopporto che di fronte a una scena commovente, o che mi crea una forte risonanza interiore, debba esserci qualcuno alle mie spalle.La cosa che non mi piace e`il trovarmi inaspettatamente in mezzo a una corrente emotiva collettiva, quella circolazione di emozioni in sala che si crea ogni volta che scorre la pellicola sullo schermo.Ecco non mi piace farne parte.E poi odio commuovermi in mezzo a degli sconosciuti.
mercoledì 11 maggio 2011
Scheletri nella libreria 2
Ecco la lista dei libri osceni che occhieggiano dalla mia libreria tra Sofocle, Woody Allen, Nietzsche ( insomma gente che ci sarebbe piaciuto conoscere). C´e`anche qualcosa di cui faccio qui pubblica ammenda:
"Amore" .Come stare insieme tutta la vita". Di Valerio Albisetti. Psicanalista svizzero,cattolico,fondatore della "Psicoterapia personalistica".Noto anche per aver scritto " Da Freud a Dio" dopo aver scoperto i piaceri del sesso facendosi defecare sul petto da una suora. Con tutta probabilita`un libro regalato.
Nel libro viene esposta la teoria secondo la quale l´amore e`eterno, l´unica variabile risulta essere la squadra si calcio che vince lo scudetto della stagione.
" Presto con fuoco" di Roberto Cotroneo. Noto giornalista che di giorno fa il giornalista e di notte si traveste da scribacchino musicoide e scrive libri come questo. Liberamente ispirato a Chopin, narra la storia di un fantomatico manoscritto inedito della 4 ballata trovato a Parigi . La narrazione e`ipersentimentale,`tutto un effluvio di crome svolazzanti appassionate e furore musicale.Il protagonista indedito dopo aver scoperto il manoscritto inedito comincia a farsi le pippe in 4/4 venendo in la minore.
"Nessun luogo e`lontano" del famoso e mai abbastanza vituperato Richard Bach, randellatore di coglioni da 7 generazioni, per nulla parente al musicista. E´un libro sull´importanza dell´Amicizia,sulla relativita´della distanza rispetto ai sentimenti. E`costituito da una serie di Haiku de´ noantri, corredati da immagini di finti acquerelli in stile Pacciani periodo blu.Eccone un passo "Puo´forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici?Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse gia`?".La risposta e`NO.
Di questo libro ne ho 2 copie, regalatemi entrame da 2 amiche, 2 stronze che non ho piu´rivisto.
"Bignami della Divina Commedia". Risale a tempi biblici, al fancazzismo dell´eta`puberale,quando la scuola mi sembrava qualcosa di noioso. Non la considererei una cosa grave se non fosse per il fatto di averlo personalmente interfogliato con foto di figaccioni dell´epoca.O meglio quelli che ritenevo essere i sex symbol ai miei tempi. Tra il canto I e il canto II c´e` Nick Kamen per esempio, al IV canto Luis Miguel. Galeotto fu il bignami e chi lo lesse....
"Presto che e`tardi". Di Ezio Greggio. Non riesco ancora a capacitarmi del fatto che leggessi contemporaneamente Schopenhauer (senza capirlo intendiamoci) e Ezio Greggio. Tutti i libri datati lo stesso periodo (eh si´ perche´io quando compro i libri ci scrivo il nome e la data. E`una mia piccola ossessione). Una letturina estiva senza pretese....ma comunque non certo una vetta della scrittura comica.
"Il brutto e il bello" Di Stefano Zecchi, notissimo filosofo estetico ma anche estatico, che pascola nei piu´squallidi salotti televisivi. Prono alla filosofia da sottoscala, al chiacchiericcio e alla volgarizzazione dei classici dell´Occidente. Ma siccome si veste di nero, e parla come un abbate sembra che ti stia dicendo perle di saggezza.
Un saggio sul bello ma anche sul brutto,sull´arredamento e sul come disporre i fiori in casa ma anche sull´Eros, che si distingue dalla pornografia perche´non compare mai la parola figa. Un raffinatissimo viaggio nei meandri di sta minchia.
"Lo Zen e l´arte della manutenzione della motocicletta" di Robert M.Pirsig. E qui, stendiamo un velo pietosissimo per i danni collaterali provocati dalle seghe mentali ai giovani nati dopo il 1974. In realta`Robert Pirsig, figlio di un emigrato siciliano negli anni ´20 si chiamava Roberto Caruso fratello del noto inventore delle panelle Pippuzzo Caruso. Pippuzzo aveva appena aperto un ristorante nel quartiere Zen e pubblicato il noto libro " Lo Zen e l´arte delle panelle",che aveva venduto milioni di copie in tutto il mondo. Roberto,che desiderava affrancarsi dalle sue origini basse e rifiutava l´umile mestiere del ristoratore, essendo anche un po´del P.D ,si invento`un nuovo nome radical chic; Rober appunto. Voleva anch´egli scrivere un libro destinato a scalare tutte le classifiche mondiali in grado di porsi come antagonista al successo del fratello umile. Si chiese " Cosa posso inventare di tanto pazzesco e assolutamente inutile, che l´umanita`possa gradire tanto?Ed ecco nata la teoria della Metafisica della qualita`.Durante un viaggio in moto da Catania ad Agrigento, fuse il motore e rimase per giorni e giorni sulla strada.Li´partori´ l´opera geniale che per una decina quindicina d´anni a venire sara`citata abbondantemente ad ogni incontro amoroso, nei preliminari pre-copula.
E´tutto.Non c´e`da andare orgogliosi lo so, ma comunque c´e`anche di peggio per esempio le nuove generazioni potrebbero comprare l´autobiografia di Giovanni Allevi.
"Amore" .Come stare insieme tutta la vita". Di Valerio Albisetti. Psicanalista svizzero,cattolico,fondatore della "Psicoterapia personalistica".Noto anche per aver scritto " Da Freud a Dio" dopo aver scoperto i piaceri del sesso facendosi defecare sul petto da una suora. Con tutta probabilita`un libro regalato.
Nel libro viene esposta la teoria secondo la quale l´amore e`eterno, l´unica variabile risulta essere la squadra si calcio che vince lo scudetto della stagione.
" Presto con fuoco" di Roberto Cotroneo. Noto giornalista che di giorno fa il giornalista e di notte si traveste da scribacchino musicoide e scrive libri come questo. Liberamente ispirato a Chopin, narra la storia di un fantomatico manoscritto inedito della 4 ballata trovato a Parigi . La narrazione e`ipersentimentale,`tutto un effluvio di crome svolazzanti appassionate e furore musicale.Il protagonista indedito dopo aver scoperto il manoscritto inedito comincia a farsi le pippe in 4/4 venendo in la minore.
"Nessun luogo e`lontano" del famoso e mai abbastanza vituperato Richard Bach, randellatore di coglioni da 7 generazioni, per nulla parente al musicista. E´un libro sull´importanza dell´Amicizia,sulla relativita´della distanza rispetto ai sentimenti. E`costituito da una serie di Haiku de´ noantri, corredati da immagini di finti acquerelli in stile Pacciani periodo blu.Eccone un passo "Puo´forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici?Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse gia`?".La risposta e`NO.
Di questo libro ne ho 2 copie, regalatemi entrame da 2 amiche, 2 stronze che non ho piu´rivisto.
"Bignami della Divina Commedia". Risale a tempi biblici, al fancazzismo dell´eta`puberale,quando la scuola mi sembrava qualcosa di noioso. Non la considererei una cosa grave se non fosse per il fatto di averlo personalmente interfogliato con foto di figaccioni dell´epoca.O meglio quelli che ritenevo essere i sex symbol ai miei tempi. Tra il canto I e il canto II c´e` Nick Kamen per esempio, al IV canto Luis Miguel. Galeotto fu il bignami e chi lo lesse....
"Presto che e`tardi". Di Ezio Greggio. Non riesco ancora a capacitarmi del fatto che leggessi contemporaneamente Schopenhauer (senza capirlo intendiamoci) e Ezio Greggio. Tutti i libri datati lo stesso periodo (eh si´ perche´io quando compro i libri ci scrivo il nome e la data. E`una mia piccola ossessione). Una letturina estiva senza pretese....ma comunque non certo una vetta della scrittura comica.
"Il brutto e il bello" Di Stefano Zecchi, notissimo filosofo estetico ma anche estatico, che pascola nei piu´squallidi salotti televisivi. Prono alla filosofia da sottoscala, al chiacchiericcio e alla volgarizzazione dei classici dell´Occidente. Ma siccome si veste di nero, e parla come un abbate sembra che ti stia dicendo perle di saggezza.
Un saggio sul bello ma anche sul brutto,sull´arredamento e sul come disporre i fiori in casa ma anche sull´Eros, che si distingue dalla pornografia perche´non compare mai la parola figa. Un raffinatissimo viaggio nei meandri di sta minchia.
"Lo Zen e l´arte della manutenzione della motocicletta" di Robert M.Pirsig. E qui, stendiamo un velo pietosissimo per i danni collaterali provocati dalle seghe mentali ai giovani nati dopo il 1974. In realta`Robert Pirsig, figlio di un emigrato siciliano negli anni ´20 si chiamava Roberto Caruso fratello del noto inventore delle panelle Pippuzzo Caruso. Pippuzzo aveva appena aperto un ristorante nel quartiere Zen e pubblicato il noto libro " Lo Zen e l´arte delle panelle",che aveva venduto milioni di copie in tutto il mondo. Roberto,che desiderava affrancarsi dalle sue origini basse e rifiutava l´umile mestiere del ristoratore, essendo anche un po´del P.D ,si invento`un nuovo nome radical chic; Rober appunto. Voleva anch´egli scrivere un libro destinato a scalare tutte le classifiche mondiali in grado di porsi come antagonista al successo del fratello umile. Si chiese " Cosa posso inventare di tanto pazzesco e assolutamente inutile, che l´umanita`possa gradire tanto?Ed ecco nata la teoria della Metafisica della qualita`.Durante un viaggio in moto da Catania ad Agrigento, fuse il motore e rimase per giorni e giorni sulla strada.Li´partori´ l´opera geniale che per una decina quindicina d´anni a venire sara`citata abbondantemente ad ogni incontro amoroso, nei preliminari pre-copula.
E´tutto.Non c´e`da andare orgogliosi lo so, ma comunque c´e`anche di peggio per esempio le nuove generazioni potrebbero comprare l´autobiografia di Giovanni Allevi.
lunedì 9 maggio 2011
La Vita
... e' proprio come la finale di coppa del mondo del 2006,quando pensi di aver raggiunto un bel risultato ti chiedi sempre come sarebbe andata con Zidane in campo.
mercoledì 1 settembre 2010
Recenti scoperte dal mondo del nipote1
Mio nipote1 ha recentemente posto la sua attenzione sulle tematiche: morte, cacca, anima, natura.
Ha 4 anni ed e`nell´eta`della filosofia pura, applicata al metodo sperimentale. Durante le nostre camminate in Abruzzo osservando il mondo circostante ha scoperto con meraviglia che:
- Tutti gli esseri umani hanno il sedere, perche´tutti fanno la cacca.
- La luna che si vede in cielo in Abruzzo e`la stessa che si vede a Roma.
- Tutti moriamo quando siamo "vecchietti".
-Qualsiasi cacca puzza.
- Quando si muore si va in cielo (secondo la dottrina della CEI, ampiamente condivisa dalla cognata&co).
- E´bellissimo dire le parolacce, inventarne di nuove e creare neologismi ambigui (Es: caccoso,cacca, caccolone,piscioso,pisciasotto, culo,caccosopiscasottino etc...)
-L´anima e` nel cuore,e non si mangia.
Ha 4 anni ed e`nell´eta`della filosofia pura, applicata al metodo sperimentale. Durante le nostre camminate in Abruzzo osservando il mondo circostante ha scoperto con meraviglia che:
- Tutti gli esseri umani hanno il sedere, perche´tutti fanno la cacca.
- La luna che si vede in cielo in Abruzzo e`la stessa che si vede a Roma.
- Tutti moriamo quando siamo "vecchietti".
-Qualsiasi cacca puzza.
- Quando si muore si va in cielo (secondo la dottrina della CEI, ampiamente condivisa dalla cognata&co).
- E´bellissimo dire le parolacce, inventarne di nuove e creare neologismi ambigui (Es: caccoso,cacca, caccolone,piscioso,pisciasotto, culo,caccosopiscasottino etc...)
-L´anima e` nel cuore,e non si mangia.
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