Il povero Piero Marrazzo,ex governatore del Lazio, ai piu´noto come quello amava intrattenersi tra le nerchie sudamericane di Via Gradoli a Roma, nelle topaie bordello allocate nella ricchissima Collina Fleming.
Il Marrazzo Piero, ottimo giornalista, e persona garbata dall´aspetto ordinariamente onesto, che lascio´il posto alla fastistoide rozza Renata Polverini.
Lui, Pierone, figlio dello storico Joe Marrazzo (come ama ricordarci, ricorrendo alla genalogia familiare per ripulire l´onta del suo "peccato").
Il M´arrazzo d´immenso,governatore senza macchia,che abbiamo immaginato nel presunto video tutto trepidante, coi pantaloni mezzi calati, in un Las Meninas nostrano- 5.000 euro e qualche striscia di coca en abyme -mentre viene filmato dai carabinieri...ora ci chiede scusa.In un´ intervista meravigliosa rilasciata a
Concita De Gregorio, ci spiega il perche´di quelle notti pazzerelle.
Innanzitutto tiene a precisare che nonostante facesse uso di coca lui non e`drogato, e nonostante si accompagnasse a gentili signoroni forniti di cazzo e di tette lui non e`omosessuale.
Si e`trattato di una fragilita`, una debolezza.Ci andava per soddisfare quel bisogno di accudimento che solo i rapporti mercenari sanno garantire.E il fatto che le Nathalie e le Brendone di turno avessero il cazzo e` del tutto indifferente.Ripeto del tutto indifferente.Ci andava- la Serdoz ne gioira`-perche´loro sono la quintessenza della femminilita`, donne all´ennesima potenza. Ma Pierone ribadisce con fermezza la sua virilita`, e il vecchio amore per la figa pur di essere reintegrato in un sistema di consensi beghino che puzza di sagrestia buia.
L´amore per la figa poi funziona sempre, e il cospargersi il capo di cenere e`un atto dovuto dopo aver commesso un peccatuccio come il suo.Almeno ci dicesse con grande gioia che il cazzo gli piaceva assai, lo perdoneremmo e ci starebbe simpatico.No e`tutto un battersi il petto e una contrizione tipica dei cattolici di sinistra.
Alle figlie Marrazzo ha spiegato tutto con una frase " sono andato alla festa sbagliata", e ora dopo il ritiro in Convento e il viaggio in Armenia, rinuncera`per sempre a Satana e alle sue pompe in zona Roma Nord.
Perche´lui e`padre di tre figlie, ha enormi reponsabilita`verso tutti noi, e`il figlio di Joe Marrazzo e soprattutto la coca e le Brendone gli sono costate tanti soldi e tiene famiglia.
Ecco stavo pensando che preferiro`sempre un mondo di vecchi nani colla papaverina sul cazzo rispetto ai Marrazzi contriti che si rifugiano in convento.
- Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können.
Also sprach Zarathustra-F.Nietzsche-
Also sprach Zarathustra-F.Nietzsche-
mercoledì 17 agosto 2011
lunedì 15 agosto 2011
venerdì 12 agosto 2011
bizzarrie del tedesco
Ma quanto fanno ridere le parole Kravalle e Randalieren?Sembrano due razze di pesci in via d´estinzione.
mercoledì 10 agosto 2011
Sulla Teudisca Lingua
Sono piu´o meno 15 anni che studio il tedesco.Lo ho lasciato e ripreso varie volte fino a che mi sono trasferita in Germania per amore e per lavoro e l´ho dovuto imparare.
Il mio rapporto con la lingua tedesca e`stato conflittuale da sempre.La mia prima insegnante di tedesco era una stangona austriaca salisburghese di mezza eta`che veniva in classe in Dirndl . Le sue parole risuonano ancora nelle mie orecchie. (tu sei una catastrofe)" Du bist eine Katastrophe"! Sputava sempre pronunciando il "ph", e noi la prendevamo in giro,sospettando che avesse la dentiera.
Si chiamava Helfriede Wilhelm ma si faceva chiamare Helfi, e trasudava rigore austroungarico da tutti i pori. La stronza inoltre usava distribuire dopo la correzione dei compiti, le Morzartkugeln agli studenti piu´bravi. Solo quelli che avevano preso un voto alto.
Di solito portava in classe una scatola di cioccolatini, che offriva soddisfatta ai meritevoli facendola passare sotto il naso di noi sfigati. Questo rito demotivante e crudele me lo ricordero´sempre come imprinting col tedesco insieme alla amara scoperta della presenza di 3 generi e 4 casi grammaticali.
Ovviamente dovetti aspettare la maturita`e un viaggio premio a Vienna finanziatomi dai miei per poter assaggiare gli agognati cioccolatini (che non erano manco un granche´)
Era una bella donna,algida alta e un po´dentona ma con un grande entusiasmo per il suo lavoro, le sue tradizioni, la sua Austria e Mozart. Forse per questo non la odiavo. Intuivo che fosse una persona appassionata.
Non era cattiva, era sempre sorridente e nonostante tutto conservo dei ricordi positivi di lei, anche se aveva un debole per l´ordine la disciplina e una usava con noi un didattica pavloviana.
Ad esempio dalla prima ora di tedesco ci disse subito che dovevamo avere tutti un quadernone ad anelli solo per il tedesco.Diceva sempre che " il tedesco si impara prima di tutto con un quadernone ordinato".E ad ogni lezione ce lo controllava.Giuro.Verificava se le pagine del quadernone fossero ordinate, la lista dei vocaboli aggiornata,la grammatica, gli esercizi svolti.Tutte le sezioni del quaderno dovevano essere distinte da un separatore di carta con un´etichetta per ogni sezione.
Quando entrava in classe alla prima ora mostrava un sorriso smagliante recitando la formula fissa " Guten Morgen die Klasse"! e noi replicavamo in piedi " Guten Morgen Frau Professor". E poi attaccavamo come ogni mattina il Vaterunser (padre nostro) perche´ero in un liceo cattolico ed era un rito fisso del mattino.
Dopo Blitzkrieg e Kartoffel, che erano le mie preconoscenze di tedesco , la prima cosa di senso compiuto imparata e` stata quindi il padre nostro.Poi venne cappuccetto rosso e infine Hölderlin e la scuola di Jena.Non credevo minimamente in nessun dio, ma mi piaceva sentirmi pronunciare le parole heiligen Geist e il suono dell´h aspirata.
Delle mie primissime ore di tedesco ricordo parole che non ho mai piu´usato negli anni seguenti come festen Freund (ragazzo fisso), Jugendzentrum (centro giovanile), Zitronensaft (succo di limone) Tomatensuppe (zuppa di pomodoro).
Il fatto che fossi scarsa in lingua tedesca si spiegava con una fortissima reticenza al pensiero logico-matematico e alle imposizioni metodologiche della mignotta in questione.Ero ero una pippa disperata anche in matematica e fisica del resto.
Il tedesco e` sempre stato per me una lingua difficile. Difficile innanzitutto da pronunciare, prima di tutto per l´alternanza consonantica all´interno di ogni frase e parola.Ce ne sono troppe! Tutti quei chhhh, pffff, schwwww,schm. Poi il colpo di glottide per snocciolare bene le parole, tanto innaturale e difficile per noi italiani.
E poi ci sono le parole lunghissime, i sostantivi composti.Non bastano 20 anni per imparare ad azzecarne uno senza creare ridicoli neologismi, senza creare parole che non esistono. La legge sul rimborso delle spese della campagna elettorale per esempio diventa Wahlkampfkostenrückerstattungsgesetz e in tedesco " la legge" e` persino l´ultimo concetto e quella s prima di Gesetz(legge) non e`manco detto che sia un genitivo e sia necessaria!
In sequeunza i concetti sono Campagna Elettorale/Costi/Rimborso/Legge tenuti insieme dalla s.
Non e`difficile se si riesce a pensare al contrario esattamente come con i numeri tedeschi. dove 59 diventa 9 e 50 neunundfünfzig.
Ma esprimere un sostantivo composto durante una conversazione mettendo per primo nella frase cio`che la struttura grammaticale italiana pone come ultimo, procedendo a ritroso e`complicatissimo e talvolta frustrante.
Per non parlare dei suffissi dei verbi divisibili. Maledetto anglosassone! Una volta chiesi ad un tizio con la macchina se poteva cortesemente ammazzarmi alla stazione....zum Bahnoff umbringen. anziche´ mitbringen che significa accompagnare. Menomale che non mi ha preso in parola.
Dopo anni di studio matto e disperatissimo sono riuscita ad impararlo questo Deutsch addirittura a lavorarci e a trarne qualche piccola soddisfazione anche senza le palle di Mozart. Mi sono fatta una ragione quasi di tutto delle inversioni dei verbi alla fine, del neutro, delle relative maledette con i Wenn gli Ob riesco persino a litigare col mio (non festen) Freund padroneggiando tortuosi periodi ipotetici che quando sei incazzata vengono giu´ come le ciliegie.
L´unica cosa che ancora non riesco ad accettare me la ricorda la voce della O2 al telefono.
Il mio rapporto con la lingua tedesca e`stato conflittuale da sempre.La mia prima insegnante di tedesco era una stangona austriaca salisburghese di mezza eta`che veniva in classe in Dirndl . Le sue parole risuonano ancora nelle mie orecchie. (tu sei una catastrofe)" Du bist eine Katastrophe"! Sputava sempre pronunciando il "ph", e noi la prendevamo in giro,sospettando che avesse la dentiera.
Si chiamava Helfriede Wilhelm ma si faceva chiamare Helfi, e trasudava rigore austroungarico da tutti i pori. La stronza inoltre usava distribuire dopo la correzione dei compiti, le Morzartkugeln agli studenti piu´bravi. Solo quelli che avevano preso un voto alto.
Di solito portava in classe una scatola di cioccolatini, che offriva soddisfatta ai meritevoli facendola passare sotto il naso di noi sfigati. Questo rito demotivante e crudele me lo ricordero´sempre come imprinting col tedesco insieme alla amara scoperta della presenza di 3 generi e 4 casi grammaticali.
Ovviamente dovetti aspettare la maturita`e un viaggio premio a Vienna finanziatomi dai miei per poter assaggiare gli agognati cioccolatini (che non erano manco un granche´)
Era una bella donna,algida alta e un po´dentona ma con un grande entusiasmo per il suo lavoro, le sue tradizioni, la sua Austria e Mozart. Forse per questo non la odiavo. Intuivo che fosse una persona appassionata.
Non era cattiva, era sempre sorridente e nonostante tutto conservo dei ricordi positivi di lei, anche se aveva un debole per l´ordine la disciplina e una usava con noi un didattica pavloviana.
Ad esempio dalla prima ora di tedesco ci disse subito che dovevamo avere tutti un quadernone ad anelli solo per il tedesco.Diceva sempre che " il tedesco si impara prima di tutto con un quadernone ordinato".E ad ogni lezione ce lo controllava.Giuro.Verificava se le pagine del quadernone fossero ordinate, la lista dei vocaboli aggiornata,la grammatica, gli esercizi svolti.Tutte le sezioni del quaderno dovevano essere distinte da un separatore di carta con un´etichetta per ogni sezione.
Quando entrava in classe alla prima ora mostrava un sorriso smagliante recitando la formula fissa " Guten Morgen die Klasse"! e noi replicavamo in piedi " Guten Morgen Frau Professor". E poi attaccavamo come ogni mattina il Vaterunser (padre nostro) perche´ero in un liceo cattolico ed era un rito fisso del mattino.
Dopo Blitzkrieg e Kartoffel, che erano le mie preconoscenze di tedesco , la prima cosa di senso compiuto imparata e` stata quindi il padre nostro.Poi venne cappuccetto rosso e infine Hölderlin e la scuola di Jena.Non credevo minimamente in nessun dio, ma mi piaceva sentirmi pronunciare le parole heiligen Geist e il suono dell´h aspirata.
Delle mie primissime ore di tedesco ricordo parole che non ho mai piu´usato negli anni seguenti come festen Freund (ragazzo fisso), Jugendzentrum (centro giovanile), Zitronensaft (succo di limone) Tomatensuppe (zuppa di pomodoro).
Il fatto che fossi scarsa in lingua tedesca si spiegava con una fortissima reticenza al pensiero logico-matematico e alle imposizioni metodologiche della mignotta in questione.Ero ero una pippa disperata anche in matematica e fisica del resto.
Il tedesco e` sempre stato per me una lingua difficile. Difficile innanzitutto da pronunciare, prima di tutto per l´alternanza consonantica all´interno di ogni frase e parola.Ce ne sono troppe! Tutti quei chhhh, pffff, schwwww,schm. Poi il colpo di glottide per snocciolare bene le parole, tanto innaturale e difficile per noi italiani.
E poi ci sono le parole lunghissime, i sostantivi composti.Non bastano 20 anni per imparare ad azzecarne uno senza creare ridicoli neologismi, senza creare parole che non esistono. La legge sul rimborso delle spese della campagna elettorale per esempio diventa Wahlkampfkostenrückerstattungsgesetz e in tedesco " la legge" e` persino l´ultimo concetto e quella s prima di Gesetz(legge) non e`manco detto che sia un genitivo e sia necessaria!
In sequeunza i concetti sono Campagna Elettorale/Costi/Rimborso/Legge tenuti insieme dalla s.
Non e`difficile se si riesce a pensare al contrario esattamente come con i numeri tedeschi. dove 59 diventa 9 e 50 neunundfünfzig.
Ma esprimere un sostantivo composto durante una conversazione mettendo per primo nella frase cio`che la struttura grammaticale italiana pone come ultimo, procedendo a ritroso e`complicatissimo e talvolta frustrante.
Per non parlare dei suffissi dei verbi divisibili. Maledetto anglosassone! Una volta chiesi ad un tizio con la macchina se poteva cortesemente ammazzarmi alla stazione....zum Bahnoff umbringen. anziche´ mitbringen che significa accompagnare. Menomale che non mi ha preso in parola.
Dopo anni di studio matto e disperatissimo sono riuscita ad impararlo questo Deutsch addirittura a lavorarci e a trarne qualche piccola soddisfazione anche senza le palle di Mozart. Mi sono fatta una ragione quasi di tutto delle inversioni dei verbi alla fine, del neutro, delle relative maledette con i Wenn gli Ob riesco persino a litigare col mio (non festen) Freund padroneggiando tortuosi periodi ipotetici che quando sei incazzata vengono giu´ come le ciliegie.
L´unica cosa che ancora non riesco ad accettare me la ricorda la voce della O2 al telefono.
"Die von Ihnen gewählte Rufnummer ist zurzeit nicht erreichbar"
che sarebbe "Il da lei selezionato numero e` momentaneamente non raggiungibile"
Bene i tedeschi fanno un uso smodatissimo di questa costruzione passiva e del participio (che io odio in tedesco) usati come aggettivi o peggio ancora in in sostituzione della relativa " che", nelle subordinate implicite. E li piazzano come al solito in un astruso ordine sintattico da burocrazia prussiana Es: il da lei selezionato numero. Non riesci mai a capire come cacchio devi mettere gli altri complementi e ti devi ricordare che il participio declinato secondo il caso.
Ah un´altra cosa non riesco ad accettare, l´assenza delle bestemmie e´l´assoluta banalita` semantica del turpiloquio.
martedì 9 agosto 2011
Amenita`a FCO
Appena scendo dallo scassone anni´70 Alitalia che mi ha portato incolume a Roma respiro con gioia una boccata di aria calda e afosa scrollandomi la fredda estate berlinese .Sara`che e`Agosto ,che il personale e`quasi tutto in vacanza, sara`la canicola estiva, sara`che siamo nell´Hub piu´ vergognosamente degradato del mediterraneo, ma la sensazione di pigra indolenza del personale che gironzola per le sale, mi fa subito sentire a casa accogliendo quel vuoto temporaneo di propositi e aspettative misti ad ansia strisciante che mi prende immediatamente dopo essere atterrata a Roma.
Il cipiglio e la compostezza degli addetti allo scalo di Schönefeld sono un vago ricordo. Gli addetti di Schönefeld danno sempre l´impressione di stare svolgendo una mansione, qualsiasi cosa facciano.Li guardi e sono esattamente quello che fanno in quel momento.
Mentre a FCO l´aria si fa piu´frizzante e il personale appare visibilmente rilassato.
Dal poliziotto al barista alla hostess di terra,sono li´ ma potrebbero essere altrove.Se li si potesse virtualmente copiaincollare nelle loro posture, starebbero bene pure in un Bananero a Tenerife.
Il percorso fino al ritiro dei bagagli dura 7 minuti circa,ma non ho alcuna fretta perfettamente vista la rinomata solerzia con la quale la tanto vituperata ADR me li fara`recapitare, quindi mi godo un ottimo espresso. L´attesa dei passeggeri di fronte al nastro scorrevole,somiglia molto all´attesa religiosa di un evento miracolistico il cui climax e`rappresentato dalla felice soddisfazione di aver riabbracciato il proprio bagaglio. E a Fiumicino, visti gli innunmerevoli scandali dovuti al pessimo sistema di gestione dei bagagli, e`una paura piu´che fondata.
Mentre aspetto la mia valigia vengo distratta da un manifesto pubblicitario alla parete che recita piu´o meno cosi´" Ogni sniffata di cocaina distrugge 10 mq di foresta amazzonica. Di´no alla droga".Firmato da una associazione ambientalista in collaborazione con la Colombia.Foresta amazzonica?Colombia?A parte il fatto che la foresta amazzonica sia in Brasile per il 70% della sua superficie ,ma dubito che chi sta tirando una striscia di coca pensi a malincuore al disboscamento di 10 mq di foresta suvvia signori pubblicitari!Drogati ambientalisti rinsavite!?O forse con la cocaina non si e`etichettati come "drogati comuni"..?Ed e`possibile che esista una categoria di persone che nuociono alla propria salute ma siano al contempo salutisti e, ça va sans dire ambientalisti? Oltre a questo arguto messaggio pubblicitario ci sono altri cartelloni turistici che pubblicizzano le nostre belle ma care spiagge.
Mi faccio strada sgomitando tra le persone affastellate al bordo nastro e recupero le mie cose. Nel fare questo mi sento molto typisch Italienisch.
C´e`una novita`a dir poco geniale a Fiumicino, i carrelli portabagagli a pagamento.
Funziona cosi´, tu povero turista stanco gia`del tuo lungo viaggio e carico di valigie per fruire del carrello devi pagare 2 euro che NON ti verranno mai restituite come c´e`scritto sulla macchinetta.
Inserisci la tua monetina, posto che tu l´abbia, nel box al lato della fila di carrelli, e questa attraverso una ruota dentata bloccante ne fa uscire uno.E`molto probabile che tu, povero ignaro, non noti la scritta " le monete non verranno restituite" e che in tutta fretta ti avvii verso l´uscita pensando di poterlo ridepositare e riavere i tuoi 2 euro indietro.
Ma siccome non conosci la lingua italiana, o sei sprovveduto, o sei rincoglionito (il mio caso) o vieni da un paese civile e non sei avvezzo ai sottili sistemi di microrapina silenziosa su cui si fonda l´economia italiana scoprirai alla fine del tragitto che i 2 euro erano a fondo perduto
.Il carrello era in comodato d´uso per 10 minuti.Peccato solo 10 minuti, adesso lo vorrei distruggere compiendo atti di vandalismo ispirati dalla parte meno urbana di me, quella nascosta che abbiamo tutti noi italiani di fronte all´abuso di una qualsiasi istituzione.
E`nel nostro DNA in fondo, come la forma dei pesci disco che stanno nel Rio delle Amazzoni. La natura li ha corredati di un corpo rotondo perche´sopravvivano tra i canneti del fiume.
Al posto di riconsegna carrelli scorgo la banda degli addetti alla simonia e mi incazzo come una jena , sono dei signori panzoni di mezza eta` con tanto di divisa, tutti affaccendati nel disperato recupero e riposizionamento in loco dei carrelli affinche´nessuno venga inavvertitamente trovato e usato gratis.
Fanno solo quello. Saranno stati assunti a tempo determinato dall´ennesima societa`interinale che tra mazzette e appalti con l´ADR ha vinto la gara di fornitura del Personale. Si vede lontano un miglio che sono poveracci senza arte ne´parte ai quali e`stato regalato un posto o forse peggio creato ad hoc per l´attivita`di raccattaggio carrelli. D´impulso mi andrebbe di andare li ad insultarli e imbastigli un pippone se siano coscienti o meno che fregare 2 euro a ogni passeggero in un aeroporto dove ne transitano circa 30 milioni l´anno significa di fatto risanare un enorme bilancio negativo e fare cassa laddove non si hanno le capacita`e la lungimiranza di intervenire altrove. Una strategia manageriale impeccabile,che in Italia va alla grande.
Poi non ci vado pero´, mi tengo la rabbia e mi ricordo che il presidente di ADR e`Francesco Palenzona quello impicciato che ricopre una ventina di cariche, con la faccia da pizzicagnolo e un passato da autotrasportatore prima, e da banchiere amico di destra sinistra e di centro dopo.
Improvvisamente con 2 euro in meno mi sento un pezzo infinitesimale ma indispensabile della cordata Alitalia. .Mentre negli altri paesi normali l´aeroporto eroga un servizio al prezioso cliente fornendogli dei carrelli alcuni gratis, altri con 50 o al massimo 1 euro di cauzione, da noi il servizio viene automaticamente tramutato in ricatto e truffa legalizzati.
Se non vuoi trasportare 100 kg di valigie sei costretto a pagare. Un amichevole Benvenuto a tutti gli stranieri insomma, immagino gia`i compagni tedeschi in arrivo per la prima volta da Schönefeld che strabuzzano gli occhi e pur di sborsare 2 euro si sfiancano di fatica.
Decido mio malgrado di accettare il ricatto e riconsegno a malincuore il carrello.Vado verso il trenino cosiddetto di " alta tensione`" che mi porta a Stazione Tiburtina. In realta`e`un carro bestiame lentisssimo e sporco, che costa ben 8 euro ma dove non passa quasi mai un controllore. Prendo l´ascensore che mi porta al 1 piano, somiglia piu´a un montacarichi ed e`pieno di sporcizia e cartacce.Puzza di urina ed e`situato in un angolino mal segnalato del corridoio aeroportuale.In piu´ dove c´e`il tasto di sicurezza e blocco dell´ascensore il vetro e` rotto ed il sistema di sicurezza presumibilmente non funziona ostruito da ulteriori cartacce e gomme americane.I corridoi che portano dai gate al Terminal dei treni sono costellati di cartacce cicche e rieattacolo monnezze varie,pare che l´ADR non abbia rinnovato il contratto ai pulitori dei corridoi anzi abbia pure diminuito il personale.Meglio risparmiare su cose inutili, dopotutto la pulizia non produce ricchezza come i carrelli.
Penso agli autobus berlinesi con i guidatori piu´ignoranti del mondo, e alla societa`SASSE che espone in bella vista un tabellone 30x60 con i giorni della settimana in cui vengono svolte le pulizie (cioe`quasi tutti) e sotto ogni giorno viene posto un segno siglato e timbrato dell´avvenuto servizio
. Purtroppo da 1 anno a questa parte il mio transito a Fiumicino e`diventato forzato perche´la Easyjet da Berlino e molte altre compagnie vi hanno spostato tutti i voli.
Quindi tanto vale rassegnarsi e sperare che le cose migliorino in vista del 2044, data in cui secondo le stime del Palenzona in questione Fiumicino sara`ultramoderno e transiteranno nell´hub 100,000 milioni di passeggeri.Non ho ancora capito se vivi o morti, forse si riferiva all´ingresso dell´inferno che Dante, il piu´lungimirante di tutti , aveva posto proprio a Fiumicino sul delta del Tevere.
mercoledì 27 luglio 2011
Riti matrimoniali
A breve dovro`presenziare ad un matrimonio.Non il mio.
Ma quello di una cara cugina. Chi mi conosce e mi vuole bene sa che apprezzo moltissimo il fatto di non essere invitata alle nozze.La trovo una dimostrazione di amicizia e rispetto profondo, ma trattadosi di mia cugina non potevo non andare. Ma veniamo al dunque, cosa odio dei matrimoni in genere.
Non e`tanto il fatto di recarmi in chiesa, luogo che, da quando ho smesso di andarci con mia nonna da piccola, non ha piu´avuto alcun senso e non ho piu´frequentato per sopraggiunte idee razionalistiche.
Non e`neanche l´idea di sentire per 1 ora e mezzo un signore gaglioffo in palandrana che spaccia false verita`varie ed eventuali ad un´ umanita`piccolo borghese di miseri contribuenti di 740, o tumorati in attesa di miracolazione. La vera piaga dei matrimoni in genere e` la noia. La rottura di coglioni, il tedio che come un morso alla gola ti prende nell´attimo piu´solenne di ogni cerimoniale insensato.A guisa di Laocoonte, e tu stai li che ti viene da urlare.
Sono stata a pochi matrimoni in vita mia, a due dei quali ero persino testimone,infatti la prima coppia ha divorziato.La seconda spero di no perche´si tratta della mia migliore amica. Tutte delle gran rotture di balle.Tranne le nozze di R. e F. i miei due piu´cari amici, che invece erano divertenti e assomigliavano a delle vere feste dove delle persone che si stanno simpatiche si divertivano.Odio tutti i matrimoni quelli passati e quelli a venire.
Non sopporto le liste di nozze, gli oboli estorti ai parenti, le lacrime di commozione a profusione per il supposto "rito di passaggio", che sancisce per le mamme l´allontanamento della fregna di sua figlia dal tetto familiare per approdare quando le va bene sul sedile del Merzedes di un novello marito. E poi le lacrime dei cari padri, che ora finalmente possono passare in consegna la fica dell´amata figlia liberi da responsabilita`dii sorveglianza.
E poi le lunghe attese, mal sopportate dal mio stomaco, prima di andare al ristorante, che diciamo la verita`e`l´unica meta agognata del giorno.
Ho fame, mi sono messa anche i tacchi ma mi fanno male le scarpe e 2 ore per fare le foto davanti al colosseo sono francamente troppe.Ci vuole molto per scattare le foto lo so, perche´non sono foto normali, sono pose stantie e talvolta funebri che potrebbero benissimo figurare anche sulle future tombe se le photoshoppate un po´.
E la scelta delle bomboniere? Questi suppellettili pacchiani che non servono a un cazzo, se non come ricordo di aver presenziato a un giorno quasi sempre dimenticabile.
Ma la furia delle erinni dovrebbe colpire ogni sposa almeno una settimana prima del giorno delle nozze. Ho visto gente avere crisi di panico perche´il sopracciglio destro era mal rasato,trattare istericamente le loro madri perche´l´emozione prima del grande giorno era insostenibile,decidere con supina approvazione del futuro marito che almeno una settimana prima si dorme separati e si esce da case diverse per poi incontrarsi (se tutto va bene) davanti all´altare della chiesa.Mandate il vostro utero in ritiro spirituale?Se aveste il coraggio di Orlan almeno ve la ricucireste per bene prima che si posi sul sacro talamo.
Per non parlare del processo di imbruttimento che subiscono alcune spose nel tentativo di farsi belle fino a sembrare di essere uscite da Madame Toussauds.Tanto quel giorno riceverete comunque dei commenti positivi, mai il lusso di qualcuno che vi dica che state una merda per ricordarvi quanto e`bella e sana la realta`in cui normalmente vi svegliate.No quel giorno e`votato alle illusioni, sentite che la vita vi stia spompinando e vi sorrida solo perche´ quella mattina siete andate regolari al cesso e il vestito vi dona.
Spero almeno in un menu´di pesce.
Ma quello di una cara cugina. Chi mi conosce e mi vuole bene sa che apprezzo moltissimo il fatto di non essere invitata alle nozze.La trovo una dimostrazione di amicizia e rispetto profondo, ma trattadosi di mia cugina non potevo non andare. Ma veniamo al dunque, cosa odio dei matrimoni in genere.
Non e`tanto il fatto di recarmi in chiesa, luogo che, da quando ho smesso di andarci con mia nonna da piccola, non ha piu´avuto alcun senso e non ho piu´frequentato per sopraggiunte idee razionalistiche.
Non e`neanche l´idea di sentire per 1 ora e mezzo un signore gaglioffo in palandrana che spaccia false verita`varie ed eventuali ad un´ umanita`piccolo borghese di miseri contribuenti di 740, o tumorati in attesa di miracolazione. La vera piaga dei matrimoni in genere e` la noia. La rottura di coglioni, il tedio che come un morso alla gola ti prende nell´attimo piu´solenne di ogni cerimoniale insensato.A guisa di Laocoonte, e tu stai li che ti viene da urlare.
Sono stata a pochi matrimoni in vita mia, a due dei quali ero persino testimone,infatti la prima coppia ha divorziato.La seconda spero di no perche´si tratta della mia migliore amica. Tutte delle gran rotture di balle.Tranne le nozze di R. e F. i miei due piu´cari amici, che invece erano divertenti e assomigliavano a delle vere feste dove delle persone che si stanno simpatiche si divertivano.Odio tutti i matrimoni quelli passati e quelli a venire.
Non sopporto le liste di nozze, gli oboli estorti ai parenti, le lacrime di commozione a profusione per il supposto "rito di passaggio", che sancisce per le mamme l´allontanamento della fregna di sua figlia dal tetto familiare per approdare quando le va bene sul sedile del Merzedes di un novello marito. E poi le lacrime dei cari padri, che ora finalmente possono passare in consegna la fica dell´amata figlia liberi da responsabilita`dii sorveglianza.
E poi le lunghe attese, mal sopportate dal mio stomaco, prima di andare al ristorante, che diciamo la verita`e`l´unica meta agognata del giorno.
Ho fame, mi sono messa anche i tacchi ma mi fanno male le scarpe e 2 ore per fare le foto davanti al colosseo sono francamente troppe.Ci vuole molto per scattare le foto lo so, perche´non sono foto normali, sono pose stantie e talvolta funebri che potrebbero benissimo figurare anche sulle future tombe se le photoshoppate un po´.
E la scelta delle bomboniere? Questi suppellettili pacchiani che non servono a un cazzo, se non come ricordo di aver presenziato a un giorno quasi sempre dimenticabile.
Ma la furia delle erinni dovrebbe colpire ogni sposa almeno una settimana prima del giorno delle nozze. Ho visto gente avere crisi di panico perche´il sopracciglio destro era mal rasato,trattare istericamente le loro madri perche´l´emozione prima del grande giorno era insostenibile,decidere con supina approvazione del futuro marito che almeno una settimana prima si dorme separati e si esce da case diverse per poi incontrarsi (se tutto va bene) davanti all´altare della chiesa.Mandate il vostro utero in ritiro spirituale?Se aveste il coraggio di Orlan almeno ve la ricucireste per bene prima che si posi sul sacro talamo.
Per non parlare del processo di imbruttimento che subiscono alcune spose nel tentativo di farsi belle fino a sembrare di essere uscite da Madame Toussauds.Tanto quel giorno riceverete comunque dei commenti positivi, mai il lusso di qualcuno che vi dica che state una merda per ricordarvi quanto e`bella e sana la realta`in cui normalmente vi svegliate.No quel giorno e`votato alle illusioni, sentite che la vita vi stia spompinando e vi sorrida solo perche´ quella mattina siete andate regolari al cesso e il vestito vi dona.
Spero almeno in un menu´di pesce.
venerdì 22 luglio 2011
L´education sentimentale
Quello che ho capito e`che il mondo si divide in quelli che vanno ad Oviedo, e quelli che no.Stai scherzando?Non ci penso proprio.
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