- Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können.
Also sprach Zarathustra-F.Nietzsche-

venerdì 9 settembre 2011

...e divertitevi senza di me.

Is@boh in München



Quest´anno con sommo dispiacere dovro`rinunciarci. Ma saro`con voi nello spirito, perche´il corpo  dovra`occuparsi di ben altre inutili e perdibilissime faccenduole.Fate i bravi e divertitevi anche senza di me.
Ein Prosit für Is@boh.

lunedì 5 settembre 2011

Microminchia (la rivista culturale della sinistra)

Leggo estasiata l´articolo illuminante del Prof.Marco Lodoli scrittore d´insuccesso,sui problemi della scuola italiana.Secondo l´acuta analisi di Lodoli  la scuola italiana è stata contagiata da questa dittatura ideologica delle "passioni": occorre avere il coraggio di riportare nelle aule la ratio, il logos, l'arte dei nessi e delle consonanze.
Che robba sia l´arte dei nessi e delle consonanze non ce lo dice. Forse intende gli accordi di terza giusta, gli stanno sulle balle le settime diminuite?Non gli piacciono le dissonanze? Le mie reminescenze musicali non mi aiutano a capire.Sicuro e`che Lodoli la musica non la conosce bene, altrimenti identificherebbe nella dissonanza un benche´minimo cambiamento.
So cos´e`l´arte della fuga,l´arte del ricamo,l´arte della manutenzione della motocicletta ma l´arte dei nessi proprio mi sfugge.In quanto al bisogno di Logos nella scuola pubblica mi sembra un´affermazione un tantino generale visto che c´e`bisogno di logos anche per volersi stanare dal letto la mattina per andare al lavoro.Lodoli si batte per una scuola che vada  contro la cultura del desiderio che vive di smanie istantanee, puntiformi e distruttive, contro chi agita nei ragazzi solo l'emotività, come se la vita fosse solo sballo, divertimento, notti da inghiottire e giorni da dormire e corri dove ti porta il cuore.No ragazzi, non e`il cardinal Bertone,non e`le CEI, e`Marco Lodoli pensatore della cosiddetta sinistra che scrive sulla rivista di sinistra.Il suo articolo non si sa dove vada a parare,l´unica cosa che si capisce e`che  ci vuole piu´matematica e meno ragioni del cuore.Mette anche di mezzo Pascal, che si stara`facendo una gran sega nella tomba secondo me. 
Ecco qual´e`la forumula magica per la scuola italiana del Prof.Lodoli + matematica - desiderio.E giu´a fare le equazioni differenziali rifuggendo i demoni del piacere anzi dello " sballo" come lo chiama lui. Poi dice che vuole conquistare i ragazzi in classe, i quali gia`avranno i coglioni atomizzati dalla retorica contro lo sballo figurarsi.
Il resto dell´articolo e`talmente ridicolo,fuffa pura,privo di idee e retorico che a leggerlo viene da incazzarsi e schifare sta sinistra parrocchiale Flores d´Arcais compreso.
Ultimo grande cruccio di Lodoli nella sua invettiva contro la Gelmini poi e`,udite udite, che i professori non abbiano un tesserino per avere veri sconti in libreria e al cinema e a teatro e nei musei.
Una modestissima richiesta insomma.Come volano bassi questi qui.


Continua "Gli insegnanti devono essere intellettuali del nostro tempo, non tristi pappagalli spennacchiati che ripetono la stessa lezione da trent'anni. Insomma, la scuola deve tornare a essere un luogo dove pulsano l'intelligenza e la curiosità, non può ridursi a un ospizio di nonni malinconici che provano invano a tenere a bada torme di nipotini urlanti."


Prima di tutto cosa sono le torme, spiegatemelo per favore.Poi se la scuola non e`un ospizio malinconico, e`ora che vai in pensione caro Marco Lodoli e lasci il posto a dei giovani brillanti precari in grado di riabilitare quel desiderio che tu malinconicamente hai perduto.Va´ in pensione per il bene della scuola pubblica, ma anche affanculo.

venerdì 2 settembre 2011

Silviogismi

«L’Italia è il paese che amo» (Berlusconi, 1994)
«L´Italia e`un paese di merda» (Berlusconi, 2011).




Va da se´.....

Il Menü

-"Scusi, vorrei ordinare.Vorrei gli Spätzle con speck e cipolle ma senza formaggio sopra per favore"-
-" come scusi?Gli Spätzle senza formaggio?"-
- "Si, li preferisco.Spätzle con insalata senza formaggio"-
-" Ma il formaggio fa parte degli Spätzle...e in che senso, intende scusi..."-
-" Si lo so che negli Spätzle c´e`il formaggio.Dentro va bene ma non lo voglio SOPRA,capisce?"
-"....Beh perche´sul menu c´e`scritto "Spätzle mit Salat und bergkäse"(Spätzle con insalata e formaggio),allora Le faccio fare degli Spätzle normali,ma senza condimento e non come primo ma come contorno con l´insalata va bene?-
-"No no no,VANNO BENE lo Speck e le cipolle, solo il formaggio filante  in mezzo no. Guardi deve dire al cuoco prima di buttare gli Spätlze in padella, di farli mantecare con solo speck cipolle e al limite un po´di burro ma SENZA il FOOOOORMAAAAAGGGIOOOOOOOO."-
-"Va bene allora una porzione di Spätzle Speck e cipolle senza formaggio, semplici.Cosi´....con l´insalata ok?"-
-"Andrebbero bene anche solo Spätzle ma se deve esserci l´insalata va bene."
-"Si l´insalata c´e`sempre(kommt immer dazu),"-


Il rapporto  dei camerieri  con il Menü scritto e`paragonabile  a quello delle guardie rosse col libretto rosso di Mao. Quindi se vi capita di desiderare una pietanza lievemente modificata dalla sua versione originale, non contate sulla flessibilita`interpretativa del vostro interlocutore, bensi` preparatevi a sostenere in qualche modo le vostre ragioni. Perche´lui reagira`come se gli aveste chiesto di spiegarvi il primato ontologico dell´essere in Heidegger, e vi guardera`di sbieco.
Sull´immanenza dell´insalata d´accompagnamento poi dovrete farci l´abitudine.E`ovunque.Non crediate di evitarla perche´nel menü viene prescritta.

martedì 30 agosto 2011

La vicina del quinto piano

Io amo il genere umano.Non si lascino ingannare quelli che leggono tra le righe dei miei post stizza e acredine. Non c´e`pennellata di Picasso o riga di Baudelaire che valga il sospiro o il pianto di un essere umano.Klaus Kinski, in una delle sue note sfuriate a Werner Herzog gli intimava con violenza di puntare la macchina da presa sul suo volto,non sul paesaggio. Perche´il volto e gli occhi sono il vero paesaggio. Ecco io la penso cosi´,come Kinski.Mi piacciono gli esseri umani, guardare i loro volti,e incontrarli.
Sono notoriamente ben disposta all´incontro e al dialogo e sono capace,quando voglio,di essere felice per gli altri e di godere nel manifestarsi della liberta`altrui. Penso che, tra i tanti difetti, questa sia una mia dote.
Vivo sulla  Görlitzer strasse,al quarto piano in una palazzina di cinque,costruita coi soldi del piano Marshall negli anni ´50.L´appartemento,pur essendo in una delle vie piu´belle di Berlino, prospiciente il vivacissimo Görlitzer Park, presenta una caratteristica. Le mura sottili.Si doveva risparmiare negli anni 50 e costruire piu´abitazioni possibili con pochi soldi ,senza stare a pensare alle future copule dei futuri condomini.
Vivo qui da 5 anni circa, e ho ottimi rapporti di vicinato. Il condominio e`abitato piu´o meno dalle stesse persone, di cui nel corso del tempo ho imparato a riconoscere abitudini e caratteristiche che si verificano piu´o meno regolarmente nel tempo.Di questo piccolo microcosmo fanno parte:  la lesbica del 3 piano che vive sola col suo gattone rosso, la famiglia del portiere al piano terra sempre disponibile ad ogni richiesta di aiuto, la ragazza madre col bambino avuto da un italiano  fuggito via subito dopo, le studentesse che mi sbomballano i coglioni 1 volta al mese con i loro techno-party e che carinamente prima di ogni festa mettono un avviso alla porta, lo scapolo sciovinista di mezza eta`amante dello sport,la coppia gay piu´silenziosa del mondo che vanta il balcone fiorito piu´bello del quartiere, la madre tedesca albina di 1 metro e 80 con la figlia adolescente dai tratti africani,l´anziana signora che cura le piante e i fiori in cortile e ogni tanto mi regala delle zucche, l´italiana Is@boh che soffre  di un´ansia da prestazione che la coglie nell´atto di buttare la monnezza davanti agli 8 bidoni e ha  paura che qualcuno da sopra la richiami per aver sbagliato.E infine c´e`lei, la signora del 5 piano.
Quella che devo rircordarmi essere il mio prossimo per non commettere atti omicidiari.Si tratta di una donna sulla quarantacinquina,che abita al quinto piano, sopra di me, e ha la sua camera da letto proprio sopra la mia.Sono cinque anni che la vedo salire le scale , con il suo zainetto e il notissimo (per chi vive qui ) abbigliamento da trekking alpino con tanto di scarponcino goretex.Gli unici rumori che sentivo provenire dalla sua stanza erano quello della radio la mattina, e  le soffiate di naso.Per ben 5 anni.Tanto che ho sempre pensato soffrisse di una strana allergia,perche´quasi regolarmente la sera tardi e la mattina appena sveglia si sentiva soffiare forte il naso.
La svolta nella solitaria vita della vicina,disperatamente uguale a se stessa, c´e`stata circa 6 mesi fa. Io e mio mio ragazzo rincasando l´abbiamo vista salire le scale con un uomo un po´piu´anziano di lei, che la sorreggeva mentre lei barcollava ridendo in evidente stato alcolico.Lui aveva uno zainetto un po´piu´grande, una giacca Jack Wolfskin e scarponcino da alpino.Ci siamo rallegrati per lei e siamo andati a dormire, anche noi un po´brilli.
Da quel giorno lei non si soffia piu´il naso, e  non si sente piu´nemmeno la radio la mattina. Ormai pero´ai noiosi rituali quotidiani cui ero abitutata, si sono sostituiti i rituali delle scopate, che avvengono sempre immancabilmente il martedi´mattina intorno alle 6, e il venerdi´a notte fonda.
Tipo oggi che avevo la  giornata libera per dormire, mi sono svegliata alle 6 per colpa sua con un intenso desiderio smadonnare attraverso la finestra della camera da letto che da`sul cortile.Mentre prima potevo ascoltare i miei amati uccelli, la gazza,il merlo, e i corvi (di cui e´piena Berlino), o al massimo il coro soffuso dei bambini in lontananza del Kita,adesso e`il tenore e la frequenza delle loro copule a svegliarmi e ad essermi diventati noti.Provo a descriverveli.
Lei fa dei mugolii tra il lamento e lo sgozzamento di un vitello, lui a mo´di basso fondamentale, invece si produce in una serie di suoni gutturali baritonali che producono degli armonici a mio modesto parere,notevoli, perche´sembra un pedale trattenuto giuro.Devo dargli atto.
 Tutto inizia in sordina pero`,sia il cigolio del letto che i loro versi, poi il climax raggiunge il suo massimo quando la spalliera sbatte sul muro.A questo punto cominciano i versi barbarici accompagnati dalle parole(forse), ma trattandosi del tedesco e`difficile distinguere quali siano le parole, vista la forte onomatopea della lingua.
Poi inizia un rituale strano.Silenzio per circa 10 minuti. I 10 minuti in cui tento di riprendere le fila dei miei sogni, o della mia proficua visio in somnis.Ma vengo bruscamente destata da rumori di mobilia trascinata e sbattuta sul pavimento inframezzati da cadute di suppellettili vari.
E`evidente che i due si aggirino liberi per la stanza pogando tra i mobili o saltandovi sopra senza minimamente preoccuparsi del fattore riposo/silenzio altrui alle 5 di mattina. Finito il balletto tra i mobili di nuovo silenzio.Poi cominciano a sbattere le finestre. Noi abbiamo gli infissi doppi che ci proteggono dal maltempo,per via dell´inamichevole dio Thor,  e vi assicuro che lo sbattimento di 4 doppi finestroni  di legno da`ai nervi e induce facilmente all´omicidio se perpetrato per piu´di 10 minuti. Finito lo sbattimento delle finestre  inizia l´ultima  fase preorgasmica che veramente ha del bizzarro.
Si sentono dei passi pesanti che incedono per la stanza, e il rumore ottuso di quel calpestio molesto mi fa desiderare ardentemente che la tragedia piu´spiacevole si verifichi e li punisca proprio sul piu´bello.
Mi immagino che  saltellano ingroppandosi e d´un tratto il soffitto ceda loro sotto gli occhi, facendoli precipitare nella mia stanza. E avviluppati nel vortice del piacere, davanti ai loro occhi increduli lui mi guardi come il dannato del giudizio universale mentre io gli sparo un colpo.
Ora direte voi,che sono cattiva, severa, o bigotta....ma no.Non e`che mi scandalizzo per cosi´poco, il problema non e`tanto il fastidio dei rumori molesti o delle scopate in dolby surround dei vicini. Il problema vero e`che quella intestinale e lo stipendio mensile sono le  uniche regolarita`che sopporto, per il resto mi da`fastidio l´idea che certe cose si verifichino sempre alla stessa ora e nello stesso modo e secondo me per i vicini e`cosi´. Inoltre mi da`fastidio partecipare a questa regolarita`viste le mura di carta.
Is@boh rifugge la noia, suo peggior nemico, e mi sa che se va avanti cosi´, se i signori Fickenberg continuano di questo passo si stancheranno anche loro.Quasi quasi glielo dico prima, di introdurre una variazione su tema ogni giorno...
Anzi no, mi faccio gli affari miei.Dopotutto, la trombata standard descritta  qui sopra dura lo spazio di 45 minuti.E´sopportabile dai.
Il proposito di scrivere un messaggio e appenderlo nell´androne l´ho abbandonato subito in quanto e`meschino e manchevole di fantasia.
 Sono molto combattuta, anche se un´idea ce l´avrei. Visto che partecipo anche io alle copule,si puo´dire, da domani potrei farlo piu´attivamente.Tipo che sul piu´bello, nell´apoteosi del piacere faccio partire un Ouverture di Wagner,che la sentono fino a Varsavia, a 90000 di decibel o un Inno alla gioia ...o un Also Sprach Zarathustra, appropriatissima sarebbe l´Ouverture del Gugliemo Tell, ma vorrei evitare di citare e plagiare Kubrick, oppure Orgasmathron dei Sepultura.Voi che dite?


venerdì 19 agosto 2011

Sulla vita di Johann Wolfgang von Goethe (non autorizzato)

...Certo Goethe si annoiava a morte in quel Granducato di Weimar alla corte di Carlo Augusto, suo quasi coetaneo e amico.S´e`sempre mangiato bene in Turingia per carita`,(mica era come in Brandeburgo che prima di Federico II di Prussia manco le patate c´erano), ma la vita gli doveva scorrere in un torpore  infinito.Passava i giorni tediosi tra un  allestimento teatrale e la gestione finanziaria della piccola provincia tedesca. Goethe era  il  Veltroni teutonico .Da quando c´era lui in citta`, musica  feste spettacoli gratuiti tutte le sere, e aveva trasformato Weimar nel centro culturale della Germania.
E poi con la povera tardona scassaballe della Charlotte von Stein,  sempre alle calcagna che cercava di istillargli l´etichetta di corte.
Charlotte, invero, era una donna colta e sensibile, alla quale dobbiamo essere grati per avrer  ispirato al giovanissimo Goethe non solo gli Inni poetici piu´belli,ma l´intuizione delle intuizioni; La necessita`di un passaggio dal titanismo sdrucito e fancazzista del cortigiano Werther   al paganesimo enigmatico spinoziano dell´uomo d´azione Faust.
.Il rapporto con Charlotte e la conseguente rottura della loro relazione platonica segna un punto dinon ritorno nella letteratura tedesca.
Ai tempi de´ I dolori del giovane Werther, che ebbe un clamoroso successo editoriale, si andava tutti in giro  in giro in frack azzurro e pantaloni gialli (quando Ikea non esisteva ancora) e il suicidio era di gran moda.Tanto che le Autorita`dell´Universita`di Lipsia, preoccupate per il crescente tasso di suicidi ,diedero un annuncio;Poiché lo scritto del signor Goethe può impressionare i lettori, soprattutto quelli di carattere più labile, in maniera negativa, e svegliare i sensi di determinate donne  istigandole alla corruzione, abbiamo deciso di intedirne la distribuzione." 
Per fortuna poi inizio`a scrivere il Faust, gia`abbozzato negli anni precedenti ,consegnandoci cosi´ un madonna di eroe moderno, che fa entrare la Germania a pieno titolo nella cultura Europea emancipandola dall´eredita`di quel  guerrafondaio frocio di Sigfrido.
Dicevamo,Goethe che si  moriva  di pizzichia Weimar,decise  di scappare a  notte  fonda in carrozza verso l´Italia. Il suo viaggio accordatogli , come e`noto dal generosissimo e lungimirante Granduca Carlo Augusto, inizia come una fuga. Un viaggio verso le ignote terre del Regno delle due Sicilie.Quella era la meta! Non ci pensava proprio al Tirolo, al Gardasee e al Mugello come fanno ora gli stolti dei suoi conterranei radical-chic.
Parti`nel bel mezzo della notte, inincognito,con documenti falsi sotto lo pseduonimo di Filippo Miller alla volta di Roma.
Roma all´epoca era come la spiaggia di Pattaya, ma su 7colli. E i  Dottori della borghese Mitteleuropa ci venivano volentieri, anche  ci si puzzava tutti di fame. Con la scusa del Gran Tour venivano  in cerca di figa e Dioniso tra le bagasce nostrane, quando i prussiani a Berlino ancora non avevano l´ Artemis.
Roma era un cadavere in putrefazione, in balia del malgoverno piena di ladri, mignotte e briganti e una poverta` estrema, ma  Goehte non vedeva tutto cio´. A lui interessavano i trenini del carnevale romano piu´che i moralismi.
 "Io posso dire che solamente a Roma ho sentito cosa voglia dire essere un uomo", disse Goethe, e che le donne di Roma la davano piu´delle nordiche.
Doveva essere una breve fuga, invece rimase ben due anni in Italia percorrendola tutta fino a Palermo.
 Al suo ritorno dimentico`presto il pallido sentimento per la von Stein e si innamoro` della Christiane Vulpius, rimorchiata per strada e di 20 anni piu´giovane di lui.
Invecchio`e mori´ benissimo il nostro Vate, non gli vennero quelle brutte sopracciglia incolte alla Thomas Mann, foriere di pessimismo e noiose come i boschi dello Harz.
 Vogliamo ricordarlo cosi´, in pose barocche seduto al tavolino di qualche Osteria di Trastevere, a ruttare paganamente tutta la sua felicita`al mondo, a sparare frottole,atteggiandosi alla maniera delle maschere italiane, mentre dall´oste si fa chiamare Filippo.
Peccato che gli stava sul cazzo Beethoven, chissa`perche´.Non s´e`mai capito.