La vita a Berlino e`dura, quando si lavora da insegnante freelance, e non in una scuola pubblica, senza contratto, ne´ferie o malattia pagati, e spesso si e`costretti ad accettare dei duri compromessi.Alcuni sono accettabili, come svegliarsi alle 5 di mattina quando fuori e`buio e c´e`la tempesta di neve per andare a insegnare in una landa desolata tra le anime morte dell´industria pesante tedesca. Altri sono molto piu`riprovevoli, la cui onta di vergogna sopravvivera`alla mia morte,come in Joseph K.
Domani alle ore 15 mi tocchera` fare l´esegesi dell´ultima fatica di Fabio Volo.Perdonatemi, devo pagarci l´affitto.
- Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können.
Also sprach Zarathustra-F.Nietzsche-
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venerdì 7 ottobre 2011
martedì 14 giugno 2011
Dialogo sui 2 massimi sistemi della pizza e del mandolino
In quasi tutte le Volkshoschulen tedesche come programma dei corsi di Italiano viene adottato il testo Allegro edito da Klett Verlag. Tra i vari testi in circolazione risulta il piu´maneggevole e il meno peggio, cioe` quello con i temi piu´attuali, una grammatica essenziale presentata in maniera induttiva, e varie´attivita`linguistiche di tipo comunicativo. Il tutto supportato da un cd audio che contiene dialoghi semi-autentitici (cioe`non recitati da attori ma improvvisati da persone normali).
Il testo sembrerebbe soddisfare tutti i criteri voluti dalla glottodidattica moderna che richiede un approccio comunicativo", prediligendo l´elemento pragmaticoo e funzionale della lingua e non sbomballa i maroni con quintali di inutili esercizi strutturali.
Tuttavia ha un grosso problema.Non c´e`una pagina, dico una, che non sia intrisa dei peggiori stereotipi sugli italiani brava gente modello democristiano per intenderci. I testi presentati finiscono sempre per incontrare irrimediabilmente i pre-concetti piu´banali sedimentati nella testa dell´aspirante apprendente germanofono di italiano(che trattandosi di Volkshochschule e`quasi sempre adulto ).
Se si ha vagamente l´idea dell´uomo italiano come inguaribile macho o gigolo´(come dicono qui) ecco che la biografia di Casanova nel capitolo dedicato a Venezia rinforcola l´immagine ben nota ai piu´. Se si ha da qualche parte letto che gli uomini italiani sono mammoni in balia di madri autoritarie e di mogli bisbetiche, i l fatto trovera` certamente conferma nello stralcio di dialogo che segue :
Lui: Ma non devi lavorare il pomeriggio?
Lei: Ma no, la settimana prossima ho sempre il turno di mattina.
Lui: Anche domenica?(con tono perentorio)
Lei: No, domenica per fortuna sto a casa.
Lui: Ahh allora possiamo andare a trovare mia madre!
Lei: Ma come?( tono deluso e insofferente)
Lui: Dai, Cristina, non cominciamo di nuovo.....(voce incazzata)
Lei: E va bene.
L´Unita`11 di Allegro 3 si intitola subdolamente " Quale Italia"? Il tema e`la diversita`dialettale e geografica dell´Italia di ieri e di oggi. Lo scopo e`rendere lo studente consapevole della varieta`culturale politica e sociale delle regioni italiane. Notevole e`il come! Inizia con "La storia d´Italia a fumetti" con in calce frase di D´Azeglio "fatta l´italia bisogna fare gli italiani". Si evince da una serie didascalie che il Sud d´Italia puzza ed e`morto di fame, mentre la Lombardia e il Piemonte, semi-alfabetizzati se la passano meglio. Poi c´e`una sezione dedicata alle specialita`culinarie regionali nei vari dialetti, un inserto sulle minoranze linguistiche (una bella idea) e infine un dialogo esilarante sulla Monnezza.Si proprio lei.Decisamente O.T.visto che prima si era parlato di chiacchiere,frappole,crostoli e galani. Alla fine del capitolo, pare proprio che gli autori vogliano tirare le somme sulle differenze tra Nord e Sud tracciando una precisa soglia di demarcazione da vago sapore razzista.Ma veniamo al dialogo audio.
A: Mamma mia, questa pizza e`immangiabile.Fa schifo,io la butto.
B: Armando, aspetta, non gettare tutte le scovaze assieme.
A: Le scovaze?
B: Si, i rifiuti, la spazzatura.
A:Ahh da voi a Gorizia si dice scovaze?
C: A Genova noi diciamo rumenta.
A: Noi invece diciamo a´munnezza.Allora dimmi, dove la devo gettare ´sta munnezza?
B:Dammi qua ci penso io, guarda questo e`il secco e questo e`l´umido cioe`l´organico. Per la carta e il vertro ci sono fuori i raccoglitori, li avrai gia`visti.
A: Ok. Ho capito, qui mi tocca fare la raccolta differenziata.
C:Si la facciamo tutti, quindi sarebbe opportuno che la facessi anche tu.
A: E vabbe´, certo che se sapevo che eravate cosi´ecologisti....
[...]
Nei 3 volumi di Allegro i dialoghi sul cd sono sempre recitati da persone con la cadenza settentrionale, questo e`l´unico in cui compare un napoletano che parla un italiano colloquiale, ricorrendo all´imperfetto anziche´ al congiuntivo trapassato, mentre i suoi compagni settentrionali parlano forbiti (notare l´uso del futuro anteriore).Il genovese e il goriziano rendono edotto l´amico napoletano sulla raccolta differenziata, ma lui pigro e indolente (come del resto sono i napoletani no?) preferirebbe di no.
Come facciamo a stupirci della nostra immagine all´estero se addirittura nei libri di italiano vengono veicolati questi concetti stereotipati e ultra-conservatori, che ritraggono un bel paese di pizze chitarre e mandolini?
Il testo sembrerebbe soddisfare tutti i criteri voluti dalla glottodidattica moderna che richiede un approccio comunicativo", prediligendo l´elemento pragmaticoo e funzionale della lingua e non sbomballa i maroni con quintali di inutili esercizi strutturali.
Tuttavia ha un grosso problema.Non c´e`una pagina, dico una, che non sia intrisa dei peggiori stereotipi sugli italiani brava gente modello democristiano per intenderci. I testi presentati finiscono sempre per incontrare irrimediabilmente i pre-concetti piu´banali sedimentati nella testa dell´aspirante apprendente germanofono di italiano(che trattandosi di Volkshochschule e`quasi sempre adulto ).
Se si ha vagamente l´idea dell´uomo italiano come inguaribile macho o gigolo´(come dicono qui) ecco che la biografia di Casanova nel capitolo dedicato a Venezia rinforcola l´immagine ben nota ai piu´. Se si ha da qualche parte letto che gli uomini italiani sono mammoni in balia di madri autoritarie e di mogli bisbetiche, i l fatto trovera` certamente conferma nello stralcio di dialogo che segue :
Lui: Ma non devi lavorare il pomeriggio?
Lei: Ma no, la settimana prossima ho sempre il turno di mattina.
Lui: Anche domenica?(con tono perentorio)
Lei: No, domenica per fortuna sto a casa.
Lui: Ahh allora possiamo andare a trovare mia madre!
Lei: Ma come?( tono deluso e insofferente)
Lui: Dai, Cristina, non cominciamo di nuovo.....(voce incazzata)
Lei: E va bene.
L´Unita`11 di Allegro 3 si intitola subdolamente " Quale Italia"? Il tema e`la diversita`dialettale e geografica dell´Italia di ieri e di oggi. Lo scopo e`rendere lo studente consapevole della varieta`culturale politica e sociale delle regioni italiane. Notevole e`il come! Inizia con "La storia d´Italia a fumetti" con in calce frase di D´Azeglio "fatta l´italia bisogna fare gli italiani". Si evince da una serie didascalie che il Sud d´Italia puzza ed e`morto di fame, mentre la Lombardia e il Piemonte, semi-alfabetizzati se la passano meglio. Poi c´e`una sezione dedicata alle specialita`culinarie regionali nei vari dialetti, un inserto sulle minoranze linguistiche (una bella idea) e infine un dialogo esilarante sulla Monnezza.Si proprio lei.Decisamente O.T.visto che prima si era parlato di chiacchiere,frappole,crostoli e galani. Alla fine del capitolo, pare proprio che gli autori vogliano tirare le somme sulle differenze tra Nord e Sud tracciando una precisa soglia di demarcazione da vago sapore razzista.Ma veniamo al dialogo audio.
A: Mamma mia, questa pizza e`immangiabile.Fa schifo,io la butto.
B: Armando, aspetta, non gettare tutte le scovaze assieme.
A: Le scovaze?
B: Si, i rifiuti, la spazzatura.
A:Ahh da voi a Gorizia si dice scovaze?
C: A Genova noi diciamo rumenta.
A: Noi invece diciamo a´munnezza.Allora dimmi, dove la devo gettare ´sta munnezza?
B:Dammi qua ci penso io, guarda questo e`il secco e questo e`l´umido cioe`l´organico. Per la carta e il vertro ci sono fuori i raccoglitori, li avrai gia`visti.
A: Ok. Ho capito, qui mi tocca fare la raccolta differenziata.
C:Si la facciamo tutti, quindi sarebbe opportuno che la facessi anche tu.
A: E vabbe´, certo che se sapevo che eravate cosi´ecologisti....
[...]
Nei 3 volumi di Allegro i dialoghi sul cd sono sempre recitati da persone con la cadenza settentrionale, questo e`l´unico in cui compare un napoletano che parla un italiano colloquiale, ricorrendo all´imperfetto anziche´ al congiuntivo trapassato, mentre i suoi compagni settentrionali parlano forbiti (notare l´uso del futuro anteriore).Il genovese e il goriziano rendono edotto l´amico napoletano sulla raccolta differenziata, ma lui pigro e indolente (come del resto sono i napoletani no?) preferirebbe di no.
Come facciamo a stupirci della nostra immagine all´estero se addirittura nei libri di italiano vengono veicolati questi concetti stereotipati e ultra-conservatori, che ritraggono un bel paese di pizze chitarre e mandolini?
giovedì 12 maggio 2011
Istruzioni per un approccio interculturale in una classe tedesca di italiano L2 livello A1
Siccome mi ero stufata del solito esercizio ho pensato di personalizzare l'attivita' didattica distribuendo matite colorate e fogli colorati e chiedendo loro di disegnare il proprio albero genealogico.
Prima di fare questo, ho disegnato il mio di albero.Con me al centro, ho fatto una caricatura di una persona bassa con gli occhiali e immediatamente sotto il mio cane (non avendo figli...) vicino al mio gatto. Quindi ho chiesto loro di impegnarsi a disegnare con cura i propri familiari scrivendo il nome accanto, e li ho informati che al termine dell'attivita' avrebbero dovuto spiegare agli altri partecipanti i componenti della famiglia.
Per facilitare il rilassamento dell'attivita' didattica ho messo una musichetta di sottofondo.Hanno disegnato concentrati per almeno 15 minuti.
Alla fine ho ritirato i fogli, li ho mischiati e li ho ridistribuiti. Quello che ne è venuto fuori è che....
Hans non ha la madre, o meglio non la conosce.
Anja non ricorda come si chiamano i loro nonni materni, e ha una figlia sposata che non la va mai a trovare.
Ullrich non ha ne'padre,ne' madre, ma solo una fidanzata italiana e sogna di trasferirsi nell'ameno Frosinate per raggiungerla, motivo per il quale impara l'italiano.
Karsten ha molti fratelli, alcuni li conosce altri no, perche' il padre ha sposato altre 2 donne dalle quali ha avuto altri figli.
Claudia è figlia di un padre risiede in Sud Africa, è economista esperto di ricerche di mercato,e che non si fa vivo da diverso tempo, mancando a tutti i natali in famiglia.Lei vive sola con sua madre, la quale deve fare 2 lavori per mantenerla a Berlino.
Gunther anche non si ricorda il nome dei suoi zii, i fratelli della madre. Vive col suo compagno a Berlino e vorrebbero adottare un figlio, ma la trafila burocratica è molto lunga.
Linda è figlia di madre tedesca e di padre cambogiano, morto molti anni fa. Conosce solo parte della famiglia materna perche' i parenti del padre sono stati sterminati da Pol Pott.
Anke è insegnante di matematica in pensione, ha 1 figlia in Inghilterra ma non conosce i suoi nipoti...
Alla fine dell'attività il gruppo di italiano L2 sembrava una seduta di autocoscienza...abbiamo tutti imparato qualcosa. Loro gli aggettivi possessivi, io che non devo più fare questo giochetto.
La famiglia tedesca, è ben lontana dall'idea un po' idilliaca e "normalizzata" della classica famiglia italiana come tradizionalmente la si dipinge.
Credo che la prossima volta modificherò l'attività didattica in " Oggetti nella tua stanza".
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