- Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können.
Also sprach Zarathustra-F.Nietzsche-

sabato 24 dicembre 2011

L´ultimo Natale



Sara`l´ultimo Natale? Chi lo sa, magari i Maia avranno ragione. Ad ogni modo e`un pessimo Natale perche´diversi miei amici e conoscenti che stanno risentendo della crisi economica, alcuni con prole, nel 2012 non avranno piu`un lavoro.
Quindi non c´e`proprio niente da festeggiare, ma solo da augurarsi che il futuro in Italia sia migliore. Vi auguro di approfittare delle ferie di questi giorni per fare una pausa dagli stress quotidiani, essere felici da soli o in famiglia. Di Rendervi conto, infine, dei tanti motivi che avete per essere felici.

mercoledì 21 dicembre 2011

Morire

Non e`vero che dai diamanti non nasce niente, come diceva un verso di una canzone di De Andre´.
In Germania e`possibile trasformare parte delle ceneri del corpo cremato in un gioiello unico.Un diamante  da indossare per avere sempre con se´la persona amata. Non importa se siete stati cattivi nella vita, se non andate in paradiso almeno la consolazione trasformarvi  in un diamante da 3 karati.
Su http://www.diamantbestattungen.eu/ ti spiegano come fare. L´unica cosa e`che costicchia un po´,non tanto per il valore della pietra ma perche´lo fanno gli svizzeri e le ceneri cremate devono raggiungere i laboratori orafi svizzeri. E`inoltre possibile  ricavare un gioiello anche  con capelli e denti.
Si e`inquietante,lo so.Oltr ricordarci brutte storie.
Credo si tratti di una sacca di paganesimo oscuro che trae le sue origini dai sacrifici Thor, evidentemente sopravvissuta alla civilissima post freudiana rimozione del dolore che regola l´economia ( sentimentale e non) teutonica.

venerdì 9 dicembre 2011

Bewusst sein Vs il realismo degli altri.

33 anni e`una bella eta`per accorgersi che non era il bicchiere pieno a stare sopra il tavolo, ma il tavolo che sorreggeva il bicchiere pieno, e se lo guardi bene, quel tavolo ha delle gambe, senza le quali starebbe sospeso e non poggerebbe a terra. E ce lo vedi un tavolo sospeso in aria al di fuori di un quadro di Magritte? Poi vedi il pavimento, non e`possibile, ti dici.
Piu`espandi lo sguardo, piu`ti allontani dal bicchiere, poi fai la somma matematica degli oggetti presenti nella stanza mettendoli in realazione col tavolo finche´quel bicchiere lo dimentichi proprio, al netto della fantasia e delle possibilita` meravigliose che conteneva. Lo fai un po´per economia sentimentale,un po´per vigliaccheria o per esigenze di un copione che non ti appartiene. Nei casi peggiori succede che ti convinci di qualcosa, indossi la palandrana e cominci a fare il saggio, lo Zarathustra dei poveri in mezzo ai poveri.

Ecco non credo e non voglio che questo mi accada. Preferisco guardarmi allo specchio e sentirmi ridicola per aver nutrito delle illusioni su qualcosa che era diverso,essermi immaginata un´ altra possibilita`. Mi sento stupida, mi sento ridicola e superficiale. Ma sono felice.Anzi preferisco che qualcuno venga e mi dica che sono una scema  perche´ho scambiato una sigaretta per un bicchiere, perche´ho visto un fiore che agli occhi di tutti era una indiscutibile merda. Mi va bene sbagliare e voglio continuare a farlo in totale liberta`,mettendomi nei guai. Illudersi e`meraviglioso!Anche consapevolmente.Da`enormi soddisfazioni, una di queste e`l´esercizio dell´immaginazione.Tenere presente il tavolo che regge il bicchiere senza dimenticare il bicchiere e il suo contenuto.
Cari saggi dagli occhiali grossi che rantolate perle di certezze un tanto al chilo. Cari conoscenti o pseudo amici omologati famigliafiglisacrificimutuo , che se poteste scappereste di casa, sterminando i vostri familiari: gli sfinteri della vostra fantasia e vitalita` stanno cedendo sotto le morse della noia vostra e di chi vi circonda.Siete in un labirinto di morte quotidiana nel quale vi dimenate schifando e onorando allo stesso tempo la vostra monogamia! State lentamente appassendo in una piega di lenzuolo senza esservi chiesti nulla nella vita che vada al di la del " come pagare il bollo auto". Siete scivolati  nei vostri lavori e nelle vostre vite quotidiane a trotto di cavallo o per inerzia convinti di poter dare lezioni di realismo. Abbiate la decenza di non scassarmi il cazzo va!

lunedì 14 novembre 2011

In difesa dello Jugendamt

Tempo fa ho parlato male dello Jugendamt,considerandola un´ istituzione sopravvissuta allo smantellamento della burocrazia nazista.
Come le Sonderschulen, per gli alunni asini, dove generalmente vengono dirottati ( sotto consiglio degli insegnanti) i ragazzi che vengono ritenuti "problematici",o semplicemente con un passato da migranti non madrelingua tedesca.
Fino a che´ rincasando oggi ho trovato un bambino in carrozzina,solo, piazzato nel cortile del mio palazzo.Era imbacuccato intendiamoci. Era il figlio di quella del piano terra.L´ho guardato,mi sono guardata intorno e un po´perplessa ho citofonato alla tipa ricevendo la seguente risposta.
"Non volevo svegliarlo, e visto che dormiva sodo l´ho lasciato li´.L´aria fresca fa bene".
Quindi le ho chiesto scusa e ho detto che lo avevo immaginato, ma volevo esserne certa (cosa ovviamente non vera). Salendo le scale poi ho ripensato al discorso fatto con un ´amica casertana il giorno prima, sull´educazione qui in Germania e la troppa premura delle mamme italiane. E lei mi confessava che i primi tempi della sua permanenza a Berlino, ha rischiato piu´volte di essere tacciata per pedofila perche´correva appresso a qualunque bambino solo per strada,e si prendeva la briga di rincorrerli  e rintracciarne i genitori qualche chilometro piu`in la`.
Ora lasciando da parte l´esagerazione delle madri italiane fobiche e iperprotettive,mi sembra un tantino folle lasciare una creatura di 3 anni a 5 gradi e da sola fuori di casa,preda delle gazze, i corvi,le volpi, e dei tanti che popolano il sottobosco del nostro Hof. Credo che una qualche ragione della sopravvivenza dello Jugendamt debba pur esserci, e menomale.

mercoledì 9 novembre 2011

La nebbia agli irti döner

Da due giorni Berlino e`investita da una coltre nebbiosa. E`avvolta in una luce eterea che non lascia piu´scorgere ne´i campanili delle chiesette di quartiere ne´le insegne dei chioschi di Kebab.E si verifica un fenomeno che mi piace tantissimo,una cosa scema ma che dopo tanto tempo non smette di affascinarmi.
La torre di Alex viene inghiottita dalla foschia grigia, creando un effetto sfumato verso l´alto,che ne nasconde quasi la meta` fino a farne sparire la punta, costringendo l´osservatore ad immaginarsela.Certe volte capita al tramonto,quando il cielo assume le nuances del rosso-celeste-viola. Non assomiglia piu`a uno Sputnik dai contorni precisi, ma ad un abbozzo poetico disegnato da un bambino, dal  profilo abbombato e una posizione piu`incerta. Sembra piu´vicina e leggermente inclinata.
Amo questa citta`.

martedì 8 novembre 2011

Carnevale anticipato?

Questo fine settimana avrei in programma di partecipare ad una scampagnata nel Socialismo Reale organizzata da alcuni amici burloni, ad Eisenhüttenstadt una specie di Terni elevata alla trentesima.
Ma forse non ci andro`,perche`dovro` presenziare a un tributo a Dioniso a Görlitzer Park, dove ci ubriacheremo fino a vomitare,balleremo per tre giorni e tre notti, ci accoppieremo selvaggiamente con le zebre, canteremo a squarciagola, ci travestiremo  da scimmie, faremo la cacca e la pipi´nei pantaolini come da bambini,e bestemmieremo rivolti a cielo cupo del nostro passato, e finalmente festeggeremo la morte del nano.

lunedì 10 ottobre 2011

bruschetta alternativa alla Is@boh

Su una fetta di pane nero tostato, possibilmente senza cereali, spalmare uno strato consistente di burro.Il burro deve essere salato.Aggiungere alcuni fiori di lavanda non trattati ,e  condire con un filo di olio,  meglio se dal gusto acre, per esempio il Leinöl pressato fresco e`ottimo.
Alla fine aggiungere del pepe nero in grani macinato fresco e un pizzico di sale.

E... guten Appetit!



venerdì 7 ottobre 2011

Volo... poco pindarico

La vita a Berlino e`dura, quando si lavora da insegnante freelance, e non in una scuola pubblica, senza contratto, ne´ferie o malattia pagati, e spesso si e`costretti ad accettare dei duri compromessi.Alcuni sono accettabili, come svegliarsi alle 5 di mattina quando fuori e`buio e c´e`la tempesta di neve per andare a insegnare in una landa desolata tra le anime morte dell´industria pesante tedesca. Altri sono molto piu`riprovevoli, la cui onta di vergogna sopravvivera`alla mia morte,come in Joseph K.
Domani alle ore 15 mi tocchera` fare l´esegesi dell´ultima fatica di Fabio Volo.Perdonatemi, devo pagarci l´affitto.

Una giornata di Shopping a Berlino

Jan-Henrik M.Scheper Stuke (in Hachesche Höfe)
Ieri dopo il lavoro, avendo tutto il pomeriggio libero ho deciso di andare a fare delle compere. Premetto che non sono ascrivibile alla categoria fashion victim, principalmente per un fattore economico,non guadagno abbastanza, secondariamente direi per una mancanza di dedizione e costanza nella cura della mia immagine.Anche in altri aspetti della mia vita, ho sempre focalizzato piu´sul particolare che sulla forma generale, quindi capace che se esce l´occhiale bellissimo di Armani e mi innamoro, lo compro in un nanosecondo in barba alle forche caudine dei miei sensi di colpa, e dell´ Oculata wanna-be che si nasconde in me, retaggio della generazione dei nonni.
Non sono e non saro`mai faschion victim anche per pigrizia,perche´ci vuole troppo tempo per essere sempre a puntino, e vestirsi in maniera ricercata facendo attenzione a non accoppiare maldestramente i colori. Consapevole dei miei limiti nel seguire assiduamente  l´ultimo grido modaiolo, e delle difficolta`a  fare l´acquisto giusto ieri mi ero prefissa 3 cose fondamentali da comprare.
Mi servivano un paio di scarpe comode da outdoor-walking in gore-tex, una crema antirughe per gli occhi,e un correttore per le occhiaie in grado di coprire  le notti alcoliche o in bianco ed essere presentabile al lavoro.
Da Spandau ho preso il regionale e sono scesa allo Zoo,in direzione Kartstadt il tempio pagano dello Shopping per la classe media, alla quale (suvvia...)penso di appartenere, e`una specie di Rinascente, ma molto piu´fornita ed elegante.L´altra alternativa sarebbe stata il  decisamente piu´upper-class KaDeWe, ovvero 60,000 mq percorribili, in cui si snodano i veri rituali della buona medio-alta borghesia berlinese, che vanno dalla degustazione del prosecco di benvenuto alle 10.00 di mattina e, dopo un intenso pomeriggio di acquisti , continuano fino all´ ascesa al 6 piano enogastronomico, dove si rischia "il rapimento mistico e sensuale"
Li`trovai per la prima volta i suppli`e i fiori di zucca fritti e mi commossi come una bambina.
Quando sono triste, o quando il cielo berlinese ottunde l´animo  con la sua asfittica e dionisiaca profusione di grigio, sono poche le cose che mi tirano fuori dalla depressione.Una e`trovarmi in ottima compagnia a fare l´amore, l´altra e`andare al 6 piano al reparto del pesce e ordinare un piatto di ostriche e un prosecco.
Il sapore delle ostriche crude, che scivolano vive giu´per la gola , rappresentano per me una  madelaine,che mi riporta direttamente alle estati torride delle vacanze estive nel mare delle Puglie e a un tempo che scorreva lentissimo,cosi´diverso dai ritmi che ho assunto a Berlino 20 anni dopo.Meglio non pensarci va.
Una volta giunta da Kartsadt,ho cercato per prima cosa le scarpe,ma non le ho trovate.Tra migliaia di scarpe da trekking,da ginnastica e da outdoor non ce n´era nessuna che oltre ad essere decente fosse anche comoda a un prezzo abbordabile.Delusione.Ho virato quindi  nel reparto profumeria, perdendomi tra le grandi marche. Il reparto profumeria di Karsadt e`come i buchi neri per me, mi fa lo stesso effetto di quando a 14 anni anni andavo a comprarmi i primi trucchi alla Standa su via Tiburtina, accanto al bar dei miei genitori.La Standa era il KaDeWe della mia infanzia, era li´che acquistavo i grembiuli nuovi, i diari, le cartelle, e piu´tardi i trucchi di Deborah.  Ora quella Standa non c´e`piu`,ne hanno fatto un brutto supermercato ma d´altra parte anche la mia eta`non si addice piu´ai prodotti della Deborah, bensi´richiede un intervento cosmetico piu´massiccio.
Optando per un buon prodotto mi sono avvicinata al settore Dior, dove la gentilissima signorina mi ha invitato a sedermi per darmi alcuni consigli e provare i correttori sul mio viso.Ho ceduto alla mia temporanea vanita`, per scroccare una consulenza d´immagine a costo zero e lasciarmi truccare da mani esperte. Ho provato sia Shiseido che Dior ma nessuno dei due mi ha convinto,alla fine sono andata da Lancome, dove ho felicemente dissipato la mia mattinata lavorativa. La Signorina di lancome mi ha venduto un fantastico 2 in 1,
crema contorno occhi piu`correttore camouflage.
Me ne sono tornata contenta sulla Ku´damm piu´o meno senza uno scopo, lasciando vagabondare lo sguardo tra le vetrine  e abbandonandomi a un pomeriggio libero e improduttivo come quelli che piaccino a me. Sono entrata e uscita dai negozi con il puro gusto di guardare tutto cio`che catturava la mia attenzione. Stefanel che e`fallito in Italia, a Berlino stranamente va ancora, e`uno stile che ho sempre detestato e che mi sembra perfetto solo per le segretarie sessualmente frustrate di una qualsiasi amministrazione pubblica romana, o studio legale di Roma sito in P.zza Mazzini.Terrificante!
Benetton invece ha qualcosa di interessante, se non altro una vasta scelta di colori. "Forse mi compro un magliono giallo",ho pensato. Sono entrata e ho visto i maglioni  carini da guardare, ma  poi al tatto sono di pessima qualita`, di una lana ruvidissima che non ne giustifica minimamente il prezzo. Ricordo che negli anni ´90 spesso andavo a comprare i vestiti da Benetton, ma ora mi sembra che la qualita`sia nettamente peggiorata. Entrambi i posti hanno una cosa in comune, appena varchi la soglia senti la puzza inequivocabile di pessima manifattura cinese,l´ordore della basso manovalanza sottopagata, la stessa puzza presente nei bugigattoli di Piazza Vittorio a Roma che vendono pantaloni a 3 euro.Lo stesso odore nauseabondo ora lo senti anche nei negozi di "moda" italiana ovunque nel mondo.
Marc O´Polo (gia`il nome idiota...), o Massimo Dutti (spagnolo ma con etichetta made in Italy) degli illustri sconosciuti in patria, che qui fanno un botto di soldi spacciando per stile robetta da quattro lire che neanche Tony Tammaro  comprerebbe.Alcuni Manager di Azienda ai quali faccio lezione di italiano, che sono troppo tirchi per Ermenegildo Zegna acquistano il loro vestiario fintamente elegante in questi posti, convinti di indossare capi d´alta moda.
Finito lo struscio della Ku´damm ho preso la U-Bahn e sono scesa a Nollendorfplatz,dove sono entrata in un negozio di occhiali. Una boutique ottica, che ha delle montature con design originale berlinese.Siccome da tempo vorrei cambiare montatura, ho dato uno sguardo all´esposizione.  E`ormai scientificamente provato che se ci sono 2000 occhiali di varie fogge e prezzi il mio sguardo cada  sempre sui piu`costosi e i meno appariscenti. Ne ho visti un paio bellissimi, hanno un nome giapponese che non ricordo ma sono made in berlin, semplici e ipertecnologici e sarebbero una valida alternativa al modello Palmiro Togliatti che da 4 anni a questa parte spopola tra l´umanita`di tutta Europa non si sa bene il perche´. 370 euro pero´, un po´tantini.
Alla fine stremata dalla camminata pomeridiana, sono ritornata a casa, non avendo colmato la lacuna delle scarpe da pioggia, e proprio mentre meditavo su dove cercarle  e`cominciato il temporale. Da ieri e`ufficialmente entrato l´autunno a Berlino e si e`preso una rivincita sul caldo torrido degli ultimi giorni.
Sono tornata a  casa   ho posato lo zaino pieno di libri e sono riuscita per andare  ad Hackescher Markt dove avevo una punta per una cena veloce e un cinema.Entrando negli Hachesche Höfe mi sono in battuta in lui, quello della foto,il  Sig. Jan-Henrik M.Scheper Stuke, che ha da poco aperto la boutique Edsor Kronen, incentrata sul culto degli  roaring twenties berlinesi e sulla sua evidente egomania.Non solo lo vedete in una gigantografia di fianco al suo negozio, ma vi accoglie lui in persona vestito da dandy  presentandovi i suoi articoli, sui quali compaiono migliaia di etichette con la sua faccia stampata che ricorda vagamente un Göring adolescente.
Questo cravattaro  ha osato affermare che le cravatte con le righine blu non sono piu´di moda...
Ma voi ce lo vedete Valentino che vi aspetta nel suo salottino kitsch  da belle epoque tappezzato di sue foto con aria  snobbettina parlandovi di vero stile?
Poi siamo andati a mangiare da Yamyam, un posto nuovo frequentato per lo piu´da architetti e designer sulla Schönhauser str. che offre cucina coreana a buon prezzo.Abbiamo mangiato benissimo, cioe`cose dal sapore buonissimo, talmente ben presentate e  ben condite la cui salubrita`e qualita`passavano nettamente in secondo piano.Insomma marketing puro, raramente riscontrabile nei locali etnici a Roma. Era pieno di Hipsters fighetti  sotto i 40, con bellissimi cani al seguito.Ci sono posti a Berlino dove anche il cane e`un irrinunciabile complemento di design.

venerdì 16 settembre 2011

Dal Gemüsehändler aka il gioielliere

 All´angolo tra la Skalitzer str. e la Wrangelstrasse c´e`ogni mattina una bancarella di frutta e verdura e varie prelibatezze del Brandeburgo come il dente di leone,le rape rosse, le rape bianche,diversi tipi di patate dolci e  di terra, il Kohlrabi, il porro, la verza,i cetrioli giganti,diverse radici come il Topinanbur,il rafano, la scorzonera e altre sconosciute amenita`.Il proprietario e`un 60enne di bell´aspetto,gioviale e ben disposto alla chiacchiera,sicuro di se´che ostenta  una competenza certosina tra i clienti e si e`guadagnato il rispetto del quartiere.A guardarlo bene, non sembra neanche un contadino ma un esattore delle tasse,ha un visto troppo terso.Nel quartiere lo abbiamo soprannominato amichevolmente Der Dieb (per i prezzi poco competivi).
Oggi tornando da Oranienburg, dove avevo lezione in una ditta di Import-Export alle 7;30 di mattina con dei camionisti amanti della lingua italiana, ci sono passata. Per comodita´ma anche per premiarmi in qualche modo dell´alzataccia alle 5 di questa mattina.Di solito vado al mercato turco ma oggi non avevo voglia di deviare troppo il percorso.
Come sempre mi sono stupita del fatto che,nonostante il posto abbia prezzi cosi´alti, sia sempre ben frequentato,molto spesso da ragazzi e giovani famiglie.Anche la frutta piu´comune,come mele e pere, ha prezzi altissimi.Dai 2,50 ai 4 euro al chilo indipendentemente da ogni stagione.Ma oggi non avevo voglia di andare al mercato turco sul canale e siccome mi stava comodo di strada ho deciso di procurarmi li´il mio pranzo.
Mi sono guardata intorno,per lasciarmi un po´ispirare...ma come spesso capita il mio sguardo vagava indeciso tra la verdura ben sistemata, finche´i miei occhi non si sono posati sulla cassa di finferli.Quando ho chiesto al contadino di farmene mezzo chilo mi ha guardato risoluto e mi ha detto:" No.Questi no ormai sono andati".L´ho ringraziato e ho ripiegato sul broccolo romano,quello verde che e`abbastanza difficile trovare al mercato.Prima ancora che chiedessi il prezzo,mi ha anticipato chiedendo: " come lo fai"?. "Beh lo faccio al vapore, e quando e`ancora duro lo ripasso in padella con olio d´oliva, e`la ricetta italiana".Mi guarda scettico e mi fa: "no no,ora ti dico la ricetta tedesca".Il buon uomo,ignaro del fatto che assumeva il tipico atteggiamento del napoletano intento a spiegare la bagna cauda a un piemontese, ha iniziato a illustrare la sua ricetta:"Allora prendi il broccolo intero,gli togli le foglie appassite e lasci quelle dure, lo cuoci al vapore poi a meta`cottura lo giri e lo fai cuocere infilando una forchetta nel mezzo.Quando e`morbido lo rivolti su un piatto e aspetti finche´si fredda.Poi lo metti in padella a fuoco forte e ci versi sopra il burro fuso.Alla fine metti il sale.Ma solo alla fine". Per educazione ho annuito soddisfatta, e l´ho ringraziato con un sorriso di circostanza, ho chiesto il conto e me ne sono andata. Prezzo 2,50 per circa 350 grammi di broccolo prussiano,cresciuto nelle tristi  e desolate lande brandeburghesi.
Mentre mi avviavo con n. 1 broccolo sotto mano,l´ho guardato e ho pensato a mia nonna.Mi e`venuto in mente quando da piccola la mattina andavamo al mercato comunale,vicino casa ed era una festa per me.Ora molti mercati rionali a Roma stanno chiudendo,perche´le persone preferiscono fare la spesa al supermercato dove costa meno.Mia nonna nata nel 1914 era contadina vera, ha lavorato per meta`della sua vita come bracciante per la terra  altrui in provincia di Roma, quando ancora in Italia non erano diffuse le macchine agricole.E mi raccontava della fatica che si provava a vangare e mietere campi dove si vedeva l´orizzonte a perdita d´occhio.Quanto fosse difficile per una ragazza lavorare sotto il caldo torrido per molte ore al giorno,e quanto fosse umiliante in tempo di guerra accontentarsi di quel poco che il latifondista di turno ti dava in concessione.Che la carne non c´era mai, e quando c´era erano galline  o polli che lei andava a dissotterrare nei campi dei ricchi, per pulirli e renderli di nuovo commestibili.
Quando ero piccola e dicevo a mia nonna " sento caldo" o "sono stanca ", mi rispondeva sempre ironicamente "ma questo non e`caldo,caldo e`quando mieti la terra",queste parole mi si sono cosi`´depositate nella coscienza insieme ai suoi racconti, che tuttora quando sono sotto stress,o sento molto caldo faccio fatica ad accettare i limiti del mio corpo e preferisco superarli, magari forzandomi,quasi per dignita`o rispetto verso quelle doti inarrivabili di forza sia fisica che spirituale che possedeva lei.
Quando andavamo al mercato, che era poco distante da casa mia, era sempre una gran festa,vederla tastare e assaggiare la frutta e questionare coll´ortolano sulla qualita`e la provenienza di questo e quello mi sembrava sempre un teatrino molto interessante.Giravamo per tutti i banchi del mercato,e sapeva esattamente dove conveniva comprare ogni cosa, sapeva leggere poco e non sapeva scrivere.Non ha mai voluto imparare.Ma aveva una grande capacita`matematica perche´per una vita ha tenuto le finanze di tutta la sua famiglia incassando lei lo stipendio di mio nonno che che gli veniva dilazionato e centellinato all´occorrenza.
A meta`del nostro giro, c´era il passaggio rituale dall´alimentari dove mi facevo sempre comprare 500 lire di olive verdi che mangiavo strada facendo.Un giorno le olive verdi e un giorno le ovoline di mozzarella.Poi andavamo a casa e preparava il pranzo che constava di 2 o 3 piatti. Erano sempre quelli, e quasi tutti i giorni.Inutile dire che erano buonissimi pur nella loro semplicita`, ma  volendone ricreare oggi gli stessi sapori con gli stessi ingredienti sarebbe assolutamente impossibile.Il sapore del sugo di pollo di mia nonna da allora e`irriproducibile. E non riesco a capirne ancora il motivo.E`strano come da bambini niente e`mai uguale a se´ stesso e passibile di noia.Mangiavo le stesse cose senza mai stancarmi, un po´come quando i miei nipoti leggono per 200 volte la stessa fiaba o vedono pedissequamente un film, rintracciandone sempre delle sensazioni nuove.
Chissa`cosa diresti tu nonna nel vedere i banchi della Skalitzer con queste strane radici e le mele e le pere che tu odiavi perche´"le diamo solo ai maiali"dicevi, quasi a impartire una severa scala gerachica di dignita`ai cibi.
O vedendo la bancarella del contadino ladro disposta come una vetrina di Cartier,senza prezzi con poche sparute verdure ordinate nelle casse. Forse penseresti che la guerra e`tornata di nuovo, e c´e`carestia.Mentre al mercato rionale ce ne andavamo con almeno 3 o 4 buste colme spesa,  a volte ora me ne torno dal bioladen con una zucchina in tasca o 2 melanzane sotto braccio per prepararmi in fretta un pranzo che adesso, mi sembra invece sempre uguale a se´ stesso.
Chissa`cosa diresti guardandomi mentre torno da quel posto di merda che e` Oranienburg,dove dalla finestra dell´aula mentre tento di spiegare l´imperfetto scorgo in lontananza le ciminiere del KZ.Mi ricordo ancora quando mi raccontavi dell´occupazione tedesca di S.Oreste, prima ancora che io potessi concepire l´idea non solo di emigrare in Germania ma semplicemente di spartire qualcosa con la cultura tedesca.Li chiamavi i porci con gli stivali.
Chissa`che diresti...Mi manchi nonna.

lunedì 12 settembre 2011

Omaggio un par di palle

"Comizi d´amore" e`il titolo del "nuovo"programma di Michele Santoro, che e`sicuramente il piu´efficace e puntuale dei giornalisti italiani in tv.Puo´piacere o non piacere, ma Michele Santoro e`bravo.Si puo´essere d´accordo o no col suo modo di far leva sulle viscere del ceto medio, ma una sua puntata e`sempre guardabile,perche´confezionata con tutti i crismi. Dai ritmi, alle luce, ai servizi esterni,ai contenuti sempre (quando non sono su Berlusconi) interessanti.
Pero´poteva regalarci una perla di novita`,un fuoco nuovo visto che si tratta di una rottura dalla precedente edizione.Invece no,eccoti il solito prestito, la solita vecchia idea, il solito cadavere rassettato. E il migliore di tutti i cadaveri e`ovviamente lui Pier Paolo Pasolini, sempre strumentalizzato all´occorrenza.
Non mi sono addentrata molto nella notizia del perche´abbia scelto proprio questo titolo,ma ho l´impressione che  si tratti ne´di un omaggio ne´di uno spunto bensi´di un plagio. L´idea del titolo ´non caratterizza un tratto della trasmissione, ma ne ricalca l´intera forma etichettandola tout-court.Questa non e`citazione, e`semplicemente non avere un´idea per l´attualita` non essere proiettati verso un "oltre".Non inventarsi un cazzo di niente mai che trafigga la realta`con un lampo di ORA!Anzi il titolo mi pare veltroniano e paraculo teso ad accalappiare la  piu´ampia fascia media e indistinta di pubblico con poco rischio.
Mi viene in mente il concerto del 1 Maggio a Roma, un´istituzione a cui si va pure con la pioggia battente,che sponsorizza il miglior antiquariato musicale  di  sinistra, e riesuma le mummie dei nostri nonni, quelli che furono: I nomadi,de gregori,claudio lolli,mannoia,guccini bravi eh...si ma sempre loro che palle.
Se fossi stata in  Santoro, il nuovo progetto l´avrei chiamato "Comizi da morti", una serie di interviste impossibili dall´aldila`,ai 3 demolitori della sinistra italiana Bertinotti,D´Alema e Veltroni immaginando i loro monologhi confessione su come hanno ridotto la sinistra.
Non vedo l´ora di scoprire se Santoro sara`all´altezza dell´omaggio che dice di fare a Pasolini.

sabato 10 settembre 2011

Ma dove vogliamo andare?


2 foto di Giulia 


Paese che vai, sponsor che trovi. Nella prima immagine c´e`la pubblicita`del noto bordello piu´grande d´Europa 4000 mq , che se fosse da noi significherebbe tante possibili finanziarie per il risanamento del debito.
Nella seconda immagine c´e`il noto Padre Pio S.p.A, le cui menzogne e superstizioni fruttano almeno 10 volte di piu´,senza avere alcuna incidenza  reale sulla equa redistristribuzione del reddito.
Pare Pio vs la Figa 10-1.

venerdì 9 settembre 2011

...e divertitevi senza di me.

Is@boh in München



Quest´anno con sommo dispiacere dovro`rinunciarci. Ma saro`con voi nello spirito, perche´il corpo  dovra`occuparsi di ben altre inutili e perdibilissime faccenduole.Fate i bravi e divertitevi anche senza di me.
Ein Prosit für Is@boh.

lunedì 5 settembre 2011

Microminchia (la rivista culturale della sinistra)

Leggo estasiata l´articolo illuminante del Prof.Marco Lodoli scrittore d´insuccesso,sui problemi della scuola italiana.Secondo l´acuta analisi di Lodoli  la scuola italiana è stata contagiata da questa dittatura ideologica delle "passioni": occorre avere il coraggio di riportare nelle aule la ratio, il logos, l'arte dei nessi e delle consonanze.
Che robba sia l´arte dei nessi e delle consonanze non ce lo dice. Forse intende gli accordi di terza giusta, gli stanno sulle balle le settime diminuite?Non gli piacciono le dissonanze? Le mie reminescenze musicali non mi aiutano a capire.Sicuro e`che Lodoli la musica non la conosce bene, altrimenti identificherebbe nella dissonanza un benche´minimo cambiamento.
So cos´e`l´arte della fuga,l´arte del ricamo,l´arte della manutenzione della motocicletta ma l´arte dei nessi proprio mi sfugge.In quanto al bisogno di Logos nella scuola pubblica mi sembra un´affermazione un tantino generale visto che c´e`bisogno di logos anche per volersi stanare dal letto la mattina per andare al lavoro.Lodoli si batte per una scuola che vada  contro la cultura del desiderio che vive di smanie istantanee, puntiformi e distruttive, contro chi agita nei ragazzi solo l'emotività, come se la vita fosse solo sballo, divertimento, notti da inghiottire e giorni da dormire e corri dove ti porta il cuore.No ragazzi, non e`il cardinal Bertone,non e`le CEI, e`Marco Lodoli pensatore della cosiddetta sinistra che scrive sulla rivista di sinistra.Il suo articolo non si sa dove vada a parare,l´unica cosa che si capisce e`che  ci vuole piu´matematica e meno ragioni del cuore.Mette anche di mezzo Pascal, che si stara`facendo una gran sega nella tomba secondo me. 
Ecco qual´e`la forumula magica per la scuola italiana del Prof.Lodoli + matematica - desiderio.E giu´a fare le equazioni differenziali rifuggendo i demoni del piacere anzi dello " sballo" come lo chiama lui. Poi dice che vuole conquistare i ragazzi in classe, i quali gia`avranno i coglioni atomizzati dalla retorica contro lo sballo figurarsi.
Il resto dell´articolo e`talmente ridicolo,fuffa pura,privo di idee e retorico che a leggerlo viene da incazzarsi e schifare sta sinistra parrocchiale Flores d´Arcais compreso.
Ultimo grande cruccio di Lodoli nella sua invettiva contro la Gelmini poi e`,udite udite, che i professori non abbiano un tesserino per avere veri sconti in libreria e al cinema e a teatro e nei musei.
Una modestissima richiesta insomma.Come volano bassi questi qui.


Continua "Gli insegnanti devono essere intellettuali del nostro tempo, non tristi pappagalli spennacchiati che ripetono la stessa lezione da trent'anni. Insomma, la scuola deve tornare a essere un luogo dove pulsano l'intelligenza e la curiosità, non può ridursi a un ospizio di nonni malinconici che provano invano a tenere a bada torme di nipotini urlanti."


Prima di tutto cosa sono le torme, spiegatemelo per favore.Poi se la scuola non e`un ospizio malinconico, e`ora che vai in pensione caro Marco Lodoli e lasci il posto a dei giovani brillanti precari in grado di riabilitare quel desiderio che tu malinconicamente hai perduto.Va´ in pensione per il bene della scuola pubblica, ma anche affanculo.

venerdì 2 settembre 2011

Silviogismi

«L’Italia è il paese che amo» (Berlusconi, 1994)
«L´Italia e`un paese di merda» (Berlusconi, 2011).




Va da se´.....

Il Menü

-"Scusi, vorrei ordinare.Vorrei gli Spätzle con speck e cipolle ma senza formaggio sopra per favore"-
-" come scusi?Gli Spätzle senza formaggio?"-
- "Si, li preferisco.Spätzle con insalata senza formaggio"-
-" Ma il formaggio fa parte degli Spätzle...e in che senso, intende scusi..."-
-" Si lo so che negli Spätzle c´e`il formaggio.Dentro va bene ma non lo voglio SOPRA,capisce?"
-"....Beh perche´sul menu c´e`scritto "Spätzle mit Salat und bergkäse"(Spätzle con insalata e formaggio),allora Le faccio fare degli Spätzle normali,ma senza condimento e non come primo ma come contorno con l´insalata va bene?-
-"No no no,VANNO BENE lo Speck e le cipolle, solo il formaggio filante  in mezzo no. Guardi deve dire al cuoco prima di buttare gli Spätlze in padella, di farli mantecare con solo speck cipolle e al limite un po´di burro ma SENZA il FOOOOORMAAAAAGGGIOOOOOOOO."-
-"Va bene allora una porzione di Spätzle Speck e cipolle senza formaggio, semplici.Cosi´....con l´insalata ok?"-
-"Andrebbero bene anche solo Spätzle ma se deve esserci l´insalata va bene."
-"Si l´insalata c´e`sempre(kommt immer dazu),"-


Il rapporto  dei camerieri  con il Menü scritto e`paragonabile  a quello delle guardie rosse col libretto rosso di Mao. Quindi se vi capita di desiderare una pietanza lievemente modificata dalla sua versione originale, non contate sulla flessibilita`interpretativa del vostro interlocutore, bensi` preparatevi a sostenere in qualche modo le vostre ragioni. Perche´lui reagira`come se gli aveste chiesto di spiegarvi il primato ontologico dell´essere in Heidegger, e vi guardera`di sbieco.
Sull´immanenza dell´insalata d´accompagnamento poi dovrete farci l´abitudine.E`ovunque.Non crediate di evitarla perche´nel menü viene prescritta.

martedì 30 agosto 2011

La vicina del quinto piano

Io amo il genere umano.Non si lascino ingannare quelli che leggono tra le righe dei miei post stizza e acredine. Non c´e`pennellata di Picasso o riga di Baudelaire che valga il sospiro o il pianto di un essere umano.Klaus Kinski, in una delle sue note sfuriate a Werner Herzog gli intimava con violenza di puntare la macchina da presa sul suo volto,non sul paesaggio. Perche´il volto e gli occhi sono il vero paesaggio. Ecco io la penso cosi´,come Kinski.Mi piacciono gli esseri umani, guardare i loro volti,e incontrarli.
Sono notoriamente ben disposta all´incontro e al dialogo e sono capace,quando voglio,di essere felice per gli altri e di godere nel manifestarsi della liberta`altrui. Penso che, tra i tanti difetti, questa sia una mia dote.
Vivo sulla  Görlitzer strasse,al quarto piano in una palazzina di cinque,costruita coi soldi del piano Marshall negli anni ´50.L´appartemento,pur essendo in una delle vie piu´belle di Berlino, prospiciente il vivacissimo Görlitzer Park, presenta una caratteristica. Le mura sottili.Si doveva risparmiare negli anni 50 e costruire piu´abitazioni possibili con pochi soldi ,senza stare a pensare alle future copule dei futuri condomini.
Vivo qui da 5 anni circa, e ho ottimi rapporti di vicinato. Il condominio e`abitato piu´o meno dalle stesse persone, di cui nel corso del tempo ho imparato a riconoscere abitudini e caratteristiche che si verificano piu´o meno regolarmente nel tempo.Di questo piccolo microcosmo fanno parte:  la lesbica del 3 piano che vive sola col suo gattone rosso, la famiglia del portiere al piano terra sempre disponibile ad ogni richiesta di aiuto, la ragazza madre col bambino avuto da un italiano  fuggito via subito dopo, le studentesse che mi sbomballano i coglioni 1 volta al mese con i loro techno-party e che carinamente prima di ogni festa mettono un avviso alla porta, lo scapolo sciovinista di mezza eta`amante dello sport,la coppia gay piu´silenziosa del mondo che vanta il balcone fiorito piu´bello del quartiere, la madre tedesca albina di 1 metro e 80 con la figlia adolescente dai tratti africani,l´anziana signora che cura le piante e i fiori in cortile e ogni tanto mi regala delle zucche, l´italiana Is@boh che soffre  di un´ansia da prestazione che la coglie nell´atto di buttare la monnezza davanti agli 8 bidoni e ha  paura che qualcuno da sopra la richiami per aver sbagliato.E infine c´e`lei, la signora del 5 piano.
Quella che devo rircordarmi essere il mio prossimo per non commettere atti omicidiari.Si tratta di una donna sulla quarantacinquina,che abita al quinto piano, sopra di me, e ha la sua camera da letto proprio sopra la mia.Sono cinque anni che la vedo salire le scale , con il suo zainetto e il notissimo (per chi vive qui ) abbigliamento da trekking alpino con tanto di scarponcino goretex.Gli unici rumori che sentivo provenire dalla sua stanza erano quello della radio la mattina, e  le soffiate di naso.Per ben 5 anni.Tanto che ho sempre pensato soffrisse di una strana allergia,perche´quasi regolarmente la sera tardi e la mattina appena sveglia si sentiva soffiare forte il naso.
La svolta nella solitaria vita della vicina,disperatamente uguale a se stessa, c´e`stata circa 6 mesi fa. Io e mio mio ragazzo rincasando l´abbiamo vista salire le scale con un uomo un po´piu´anziano di lei, che la sorreggeva mentre lei barcollava ridendo in evidente stato alcolico.Lui aveva uno zainetto un po´piu´grande, una giacca Jack Wolfskin e scarponcino da alpino.Ci siamo rallegrati per lei e siamo andati a dormire, anche noi un po´brilli.
Da quel giorno lei non si soffia piu´il naso, e  non si sente piu´nemmeno la radio la mattina. Ormai pero´ai noiosi rituali quotidiani cui ero abitutata, si sono sostituiti i rituali delle scopate, che avvengono sempre immancabilmente il martedi´mattina intorno alle 6, e il venerdi´a notte fonda.
Tipo oggi che avevo la  giornata libera per dormire, mi sono svegliata alle 6 per colpa sua con un intenso desiderio smadonnare attraverso la finestra della camera da letto che da`sul cortile.Mentre prima potevo ascoltare i miei amati uccelli, la gazza,il merlo, e i corvi (di cui e´piena Berlino), o al massimo il coro soffuso dei bambini in lontananza del Kita,adesso e`il tenore e la frequenza delle loro copule a svegliarmi e ad essermi diventati noti.Provo a descriverveli.
Lei fa dei mugolii tra il lamento e lo sgozzamento di un vitello, lui a mo´di basso fondamentale, invece si produce in una serie di suoni gutturali baritonali che producono degli armonici a mio modesto parere,notevoli, perche´sembra un pedale trattenuto giuro.Devo dargli atto.
 Tutto inizia in sordina pero`,sia il cigolio del letto che i loro versi, poi il climax raggiunge il suo massimo quando la spalliera sbatte sul muro.A questo punto cominciano i versi barbarici accompagnati dalle parole(forse), ma trattandosi del tedesco e`difficile distinguere quali siano le parole, vista la forte onomatopea della lingua.
Poi inizia un rituale strano.Silenzio per circa 10 minuti. I 10 minuti in cui tento di riprendere le fila dei miei sogni, o della mia proficua visio in somnis.Ma vengo bruscamente destata da rumori di mobilia trascinata e sbattuta sul pavimento inframezzati da cadute di suppellettili vari.
E`evidente che i due si aggirino liberi per la stanza pogando tra i mobili o saltandovi sopra senza minimamente preoccuparsi del fattore riposo/silenzio altrui alle 5 di mattina. Finito il balletto tra i mobili di nuovo silenzio.Poi cominciano a sbattere le finestre. Noi abbiamo gli infissi doppi che ci proteggono dal maltempo,per via dell´inamichevole dio Thor,  e vi assicuro che lo sbattimento di 4 doppi finestroni  di legno da`ai nervi e induce facilmente all´omicidio se perpetrato per piu´di 10 minuti. Finito lo sbattimento delle finestre  inizia l´ultima  fase preorgasmica che veramente ha del bizzarro.
Si sentono dei passi pesanti che incedono per la stanza, e il rumore ottuso di quel calpestio molesto mi fa desiderare ardentemente che la tragedia piu´spiacevole si verifichi e li punisca proprio sul piu´bello.
Mi immagino che  saltellano ingroppandosi e d´un tratto il soffitto ceda loro sotto gli occhi, facendoli precipitare nella mia stanza. E avviluppati nel vortice del piacere, davanti ai loro occhi increduli lui mi guardi come il dannato del giudizio universale mentre io gli sparo un colpo.
Ora direte voi,che sono cattiva, severa, o bigotta....ma no.Non e`che mi scandalizzo per cosi´poco, il problema non e`tanto il fastidio dei rumori molesti o delle scopate in dolby surround dei vicini. Il problema vero e`che quella intestinale e lo stipendio mensile sono le  uniche regolarita`che sopporto, per il resto mi da`fastidio l´idea che certe cose si verifichino sempre alla stessa ora e nello stesso modo e secondo me per i vicini e`cosi´. Inoltre mi da`fastidio partecipare a questa regolarita`viste le mura di carta.
Is@boh rifugge la noia, suo peggior nemico, e mi sa che se va avanti cosi´, se i signori Fickenberg continuano di questo passo si stancheranno anche loro.Quasi quasi glielo dico prima, di introdurre una variazione su tema ogni giorno...
Anzi no, mi faccio gli affari miei.Dopotutto, la trombata standard descritta  qui sopra dura lo spazio di 45 minuti.E´sopportabile dai.
Il proposito di scrivere un messaggio e appenderlo nell´androne l´ho abbandonato subito in quanto e`meschino e manchevole di fantasia.
 Sono molto combattuta, anche se un´idea ce l´avrei. Visto che partecipo anche io alle copule,si puo´dire, da domani potrei farlo piu´attivamente.Tipo che sul piu´bello, nell´apoteosi del piacere faccio partire un Ouverture di Wagner,che la sentono fino a Varsavia, a 90000 di decibel o un Inno alla gioia ...o un Also Sprach Zarathustra, appropriatissima sarebbe l´Ouverture del Gugliemo Tell, ma vorrei evitare di citare e plagiare Kubrick, oppure Orgasmathron dei Sepultura.Voi che dite?


venerdì 19 agosto 2011

Sulla vita di Johann Wolfgang von Goethe (non autorizzato)

...Certo Goethe si annoiava a morte in quel Granducato di Weimar alla corte di Carlo Augusto, suo quasi coetaneo e amico.S´e`sempre mangiato bene in Turingia per carita`,(mica era come in Brandeburgo che prima di Federico II di Prussia manco le patate c´erano), ma la vita gli doveva scorrere in un torpore  infinito.Passava i giorni tediosi tra un  allestimento teatrale e la gestione finanziaria della piccola provincia tedesca. Goethe era  il  Veltroni teutonico .Da quando c´era lui in citta`, musica  feste spettacoli gratuiti tutte le sere, e aveva trasformato Weimar nel centro culturale della Germania.
E poi con la povera tardona scassaballe della Charlotte von Stein,  sempre alle calcagna che cercava di istillargli l´etichetta di corte.
Charlotte, invero, era una donna colta e sensibile, alla quale dobbiamo essere grati per avrer  ispirato al giovanissimo Goethe non solo gli Inni poetici piu´belli,ma l´intuizione delle intuizioni; La necessita`di un passaggio dal titanismo sdrucito e fancazzista del cortigiano Werther   al paganesimo enigmatico spinoziano dell´uomo d´azione Faust.
.Il rapporto con Charlotte e la conseguente rottura della loro relazione platonica segna un punto dinon ritorno nella letteratura tedesca.
Ai tempi de´ I dolori del giovane Werther, che ebbe un clamoroso successo editoriale, si andava tutti in giro  in giro in frack azzurro e pantaloni gialli (quando Ikea non esisteva ancora) e il suicidio era di gran moda.Tanto che le Autorita`dell´Universita`di Lipsia, preoccupate per il crescente tasso di suicidi ,diedero un annuncio;Poiché lo scritto del signor Goethe può impressionare i lettori, soprattutto quelli di carattere più labile, in maniera negativa, e svegliare i sensi di determinate donne  istigandole alla corruzione, abbiamo deciso di intedirne la distribuzione." 
Per fortuna poi inizio`a scrivere il Faust, gia`abbozzato negli anni precedenti ,consegnandoci cosi´ un madonna di eroe moderno, che fa entrare la Germania a pieno titolo nella cultura Europea emancipandola dall´eredita`di quel  guerrafondaio frocio di Sigfrido.
Dicevamo,Goethe che si  moriva  di pizzichia Weimar,decise  di scappare a  notte  fonda in carrozza verso l´Italia. Il suo viaggio accordatogli , come e`noto dal generosissimo e lungimirante Granduca Carlo Augusto, inizia come una fuga. Un viaggio verso le ignote terre del Regno delle due Sicilie.Quella era la meta! Non ci pensava proprio al Tirolo, al Gardasee e al Mugello come fanno ora gli stolti dei suoi conterranei radical-chic.
Parti`nel bel mezzo della notte, inincognito,con documenti falsi sotto lo pseduonimo di Filippo Miller alla volta di Roma.
Roma all´epoca era come la spiaggia di Pattaya, ma su 7colli. E i  Dottori della borghese Mitteleuropa ci venivano volentieri, anche  ci si puzzava tutti di fame. Con la scusa del Gran Tour venivano  in cerca di figa e Dioniso tra le bagasce nostrane, quando i prussiani a Berlino ancora non avevano l´ Artemis.
Roma era un cadavere in putrefazione, in balia del malgoverno piena di ladri, mignotte e briganti e una poverta` estrema, ma  Goehte non vedeva tutto cio´. A lui interessavano i trenini del carnevale romano piu´che i moralismi.
 "Io posso dire che solamente a Roma ho sentito cosa voglia dire essere un uomo", disse Goethe, e che le donne di Roma la davano piu´delle nordiche.
Doveva essere una breve fuga, invece rimase ben due anni in Italia percorrendola tutta fino a Palermo.
 Al suo ritorno dimentico`presto il pallido sentimento per la von Stein e si innamoro` della Christiane Vulpius, rimorchiata per strada e di 20 anni piu´giovane di lui.
Invecchio`e mori´ benissimo il nostro Vate, non gli vennero quelle brutte sopracciglia incolte alla Thomas Mann, foriere di pessimismo e noiose come i boschi dello Harz.
 Vogliamo ricordarlo cosi´, in pose barocche seduto al tavolino di qualche Osteria di Trastevere, a ruttare paganamente tutta la sua felicita`al mondo, a sparare frottole,atteggiandosi alla maniera delle maschere italiane, mentre dall´oste si fa chiamare Filippo.
Peccato che gli stava sul cazzo Beethoven, chissa`perche´.Non s´e`mai capito.

mercoledì 17 agosto 2011

Il tallone di Brendona.Debolezze de´noantri.

Il povero Piero Marrazzo,ex governatore del Lazio, ai piu´noto come quello amava intrattenersi tra le nerchie sudamericane di Via Gradoli a Roma, nelle topaie bordello allocate nella ricchissima Collina Fleming.
Il Marrazzo Piero, ottimo giornalista, e persona garbata dall´aspetto ordinariamente onesto, che lascio´il  posto alla fastistoide rozza Renata Polverini.
Lui, Pierone, figlio dello storico Joe Marrazzo (come ama ricordarci, ricorrendo alla genalogia familiare per ripulire l´onta del suo "peccato").
Il M´arrazzo d´immenso,governatore senza macchia,che abbiamo immaginato nel presunto video tutto trepidante, coi pantaloni mezzi calati, in un Las Meninas nostrano-  5.000 euro e qualche striscia di coca en abyme -mentre viene filmato dai carabinieri...ora ci chiede scusa.In un´ intervista meravigliosa rilasciata a 
Concita De Gregorio, ci spiega il perche´di quelle notti pazzerelle. 
Innanzitutto tiene a precisare che nonostante facesse uso di coca lui non e`drogato, e nonostante si accompagnasse a gentili signoroni  forniti di cazzo e di tette lui non e`omosessuale.
Si e`trattato di una fragilita`, una debolezza.Ci andava per soddisfare quel bisogno di accudimento che solo i rapporti mercenari sanno garantire.E il fatto che le Nathalie e le Brendone di turno avessero il cazzo e` del tutto indifferente.Ripeto del tutto indifferente.Ci andava- la Serdoz ne gioira`-perche´loro sono la quintessenza della femminilita`, donne all´ennesima potenza. Ma Pierone ribadisce con fermezza la sua virilita`, e il vecchio amore per la figa pur di essere reintegrato in un sistema di consensi beghino che puzza di sagrestia buia.
L´amore per la figa poi funziona sempre, e il cospargersi il capo di cenere e`un atto dovuto dopo aver commesso un peccatuccio come il suo.Almeno ci dicesse con grande gioia che il cazzo gli piaceva assai, lo perdoneremmo e ci starebbe simpatico.No e`tutto un battersi il petto e una contrizione tipica dei cattolici di sinistra. 
 Alle figlie Marrazzo ha spiegato tutto con una frase " sono andato alla festa sbagliata",  e ora dopo il ritiro in Convento e il viaggio in Armenia, rinuncera`per sempre a Satana e alle sue pompe in zona Roma Nord.
Perche´lui e`padre di tre figlie, ha enormi reponsabilita`verso  tutti noi,  e`il figlio di Joe Marrazzo e soprattutto la coca e le Brendone gli sono costate tanti soldi e tiene famiglia.


Ecco stavo pensando che preferiro`sempre un mondo di vecchi nani colla papaverina sul cazzo rispetto ai Marrazzi contriti che si rifugiano in convento.     




venerdì 12 agosto 2011

bizzarrie del tedesco

Ma quanto fanno ridere le parole Kravalle e Randalieren?Sembrano due razze di pesci in via d´estinzione.

mercoledì 10 agosto 2011

Sulla Teudisca Lingua

Sono piu´o meno 15 anni che studio il tedesco.Lo ho lasciato e ripreso varie volte fino a che mi sono trasferita in Germania per amore e per lavoro e l´ho dovuto imparare.
Il mio rapporto con la lingua tedesca e`stato conflittuale da sempre.La mia prima insegnante di tedesco era  una stangona austriaca salisburghese di mezza eta`che veniva in classe in Dirndl . Le sue parole risuonano ancora nelle mie orecchie. (tu sei una catastrofe)" Du bist eine Katastrophe"! Sputava sempre pronunciando il "ph", e noi la prendevamo in giro,sospettando che avesse  la dentiera.
Si chiamava Helfriede Wilhelm ma si faceva chiamare Helfi, e trasudava rigore austroungarico da tutti i pori. La stronza inoltre usava distribuire dopo la correzione dei compiti, le Morzartkugeln agli studenti piu´bravi. Solo quelli che avevano preso un voto alto.
Di solito portava in classe una scatola di cioccolatini, che offriva soddisfatta ai meritevoli facendola passare sotto il naso di noi sfigati. Questo rito demotivante e crudele me lo ricordero´sempre come imprinting col tedesco  insieme alla  amara scoperta  della presenza di 3 generi e 4 casi grammaticali.
Ovviamente dovetti aspettare la maturita`e un viaggio premio a Vienna finanziatomi dai miei per poter assaggiare gli agognati cioccolatini (che non erano manco un granche´)
Era una bella donna,algida alta e un po´dentona ma con un grande entusiasmo per il suo lavoro, le sue tradizioni, la sua Austria e  Mozart. Forse per questo non la odiavo. Intuivo che fosse una persona appassionata.
Non era cattiva, era sempre sorridente e nonostante tutto conservo dei ricordi positivi di lei, anche se aveva un debole per l´ordine la disciplina e una usava con noi un didattica pavloviana.
Ad esempio dalla prima ora di tedesco ci disse subito che dovevamo avere tutti un quadernone ad anelli solo per il tedesco.Diceva sempre che " il tedesco si impara prima di tutto con un quadernone ordinato".E ad ogni lezione ce lo controllava.Giuro.Verificava se le pagine del quadernone fossero ordinate, la lista dei vocaboli aggiornata,la grammatica, gli esercizi svolti.Tutte le sezioni del quaderno dovevano essere distinte da un separatore di carta con un´etichetta per ogni sezione.
Quando entrava in classe alla prima ora mostrava un sorriso smagliante recitando la formula fissa " Guten Morgen die Klasse"! e noi replicavamo in piedi " Guten Morgen Frau Professor". E poi attaccavamo come ogni mattina il  Vaterunser (padre nostro) perche´ero in un liceo cattolico ed era un rito fisso del mattino.
Dopo Blitzkrieg e Kartoffel, che erano le mie preconoscenze di tedesco , la prima cosa di senso compiuto imparata   e` stata quindi il  padre nostro.Poi venne cappuccetto rosso e infine Hölderlin e la scuola di Jena.Non credevo minimamente in nessun dio, ma mi piaceva sentirmi pronunciare le parole heiligen Geist e il suono dell´h aspirata.
Delle mie primissime ore di tedesco ricordo parole che non ho mai piu´usato negli anni seguenti come festen Freund (ragazzo fisso), Jugendzentrum (centro giovanile), Zitronensaft (succo di limone) Tomatensuppe (zuppa di pomodoro).
Il fatto che fossi scarsa in lingua tedesca si spiegava con una  fortissima reticenza al pensiero logico-matematico e alle imposizioni metodologiche della mignotta in questione.Ero ero una pippa disperata anche in matematica e fisica del resto.
Il tedesco e` sempre stato per me una lingua difficile. Difficile innanzitutto da pronunciare, prima di tutto per l´alternanza consonantica all´interno di ogni frase e parola.Ce ne sono troppe! Tutti quei chhhh, pffff, schwwww,schm. Poi il colpo di glottide per snocciolare bene le parole, tanto innaturale e difficile per noi italiani.
E poi ci sono le parole lunghissime, i sostantivi composti.Non bastano 20 anni per imparare ad azzecarne uno senza creare ridicoli neologismi, senza creare parole che non esistono. La legge sul rimborso delle spese della campagna elettorale per esempio diventa Wahlkampfkostenrückerstattungsgesetz e in tedesco  " la legge" e` persino l´ultimo concetto e quella s prima di Gesetz(legge) non e`manco detto che sia un genitivo e sia necessaria! 
In sequeunza i concetti sono Campagna Elettorale/Costi/Rimborso/Legge tenuti insieme dalla s. 
Non e`difficile se si riesce a pensare al contrario esattamente come con i numeri tedeschi. dove 59 diventa 9 e 50 neunundfünfzig.
Ma esprimere un sostantivo composto durante una conversazione mettendo per primo  nella frase cio`che la struttura grammaticale italiana pone come ultimo, procedendo a ritroso e`complicatissimo e talvolta frustrante.
Per non parlare dei suffissi dei verbi divisibili. Maledetto anglosassone! Una volta chiesi ad un tizio con la macchina se poteva cortesemente ammazzarmi alla stazione....zum Bahnoff umbringen. anziche´ mitbringen che significa accompagnare. Menomale che non mi ha preso in parola.
Dopo anni di studio matto e disperatissimo sono riuscita ad impararlo questo Deutsch addirittura a lavorarci e a trarne qualche piccola soddisfazione anche senza le palle di Mozart. Mi sono fatta una ragione  quasi di tutto delle inversioni  dei verbi alla fine, del neutro, delle relative maledette  con i Wenn gli Ob riesco persino  a litigare col mio (non festen) Freund padroneggiando tortuosi  periodi ipotetici che quando sei incazzata vengono giu´ come le ciliegie.
L´unica cosa che ancora non riesco ad accettare me la ricorda la voce della O2 al telefono.


"Die von Ihnen gewählte Rufnummer ist zurzeit nicht erreichbar"

che sarebbe "Il da lei selezionato numero e` momentaneamente non raggiungibile"

Bene i tedeschi fanno un uso smodatissimo di questa costruzione passiva e del participio (che io odio in tedesco) usati come aggettivi o peggio ancora in in sostituzione della relativa " che", nelle subordinate implicite. E li piazzano come al solito in un astruso ordine sintattico da burocrazia prussiana Es: il da lei selezionato numero. Non riesci mai a capire come cacchio devi mettere gli altri complementi e ti devi ricordare che il participio  declinato secondo il caso.
Ah un´altra cosa non riesco ad accettare, l´assenza delle bestemmie e´l´assoluta banalita` semantica del turpiloquio.












martedì 9 agosto 2011

Amenita`a FCO

Appena scendo dallo scassone anni´70 Alitalia che mi ha portato  incolume a Roma respiro con gioia  una boccata di aria calda e afosa scrollandomi la fredda estate berlinese .
Sara`che e`Agosto ,che il personale e`quasi tutto in vacanza, sara`la canicola estiva,  sara`che siamo nell´Hub piu´ vergognosamente degradato del mediterraneo,  ma la sensazione  di pigra indolenza del personale che gironzola per le sale, mi fa subito sentire a casa  accogliendo quel vuoto temporaneo di propositi e aspettative misti ad ansia strisciante  che mi prende immediatamente dopo essere atterrata a Roma.
Il cipiglio e la compostezza degli addetti allo scalo di Schönefeld sono un vago ricordo. Gli addetti di Schönefeld danno sempre l´impressione di  stare svolgendo una mansione, qualsiasi cosa facciano.Li guardi e sono esattamente quello che fanno in quel momento.
Mentre a FCO  l´aria si fa piu´frizzante e il   personale appare visibilmente rilassato.
 Dal poliziotto al barista alla hostess di terra,sono li´ ma potrebbero essere altrove.Se li si potesse virtualmente copiaincollare  nelle loro posture, starebbero bene pure in un Bananero a Tenerife.
Il percorso fino al ritiro dei bagagli dura 7 minuti circa,ma non ho alcuna fretta  perfettamente vista la rinomata  solerzia con la quale la tanto vituperata ADR me li fara`recapitare, quindi mi godo un ottimo espresso. L´attesa dei passeggeri di fronte al nastro scorrevole,somiglia molto all´attesa religiosa di un evento miracolistico il cui climax e`rappresentato dalla felice soddisfazione di aver riabbracciato il proprio bagaglio. E  a Fiumicino, visti gli innunmerevoli scandali dovuti al pessimo sistema di gestione dei bagagli, e`una paura piu´che fondata.
Mentre aspetto la mia valigia vengo distratta da un manifesto pubblicitario alla parete che recita piu´o meno cosi´" Ogni sniffata di cocaina distrugge 10 mq di foresta amazzonica. Di´no alla droga".Firmato da una associazione ambientalista in collaborazione con la Colombia.Foresta amazzonica?Colombia?A parte il fatto che la foresta amazzonica sia in Brasile per il 70% della sua superficie ,ma dubito che chi sta tirando una striscia di coca pensi a malincuore al disboscamento di 10 mq di foresta suvvia signori pubblicitari!Drogati ambientalisti rinsavite!?O  forse con la cocaina non si e`etichettati come "drogati comuni"..?Ed e`possibile che esista una categoria di persone che nuociono alla propria salute ma siano al contempo salutisti e, ça va sans dire ambientalisti? Oltre a questo arguto messaggio pubblicitario ci sono altri cartelloni turistici che pubblicizzano le nostre belle ma care spiagge.  
 Mi faccio strada sgomitando tra le persone affastellate al bordo nastro e recupero le mie cose. Nel fare questo mi sento molto typisch Italienisch.
C´e`una novita`a dir poco geniale a Fiumicino, i carrelli portabagagli a pagamento.
Funziona cosi´, tu povero turista stanco gia`del tuo lungo viaggio  e carico di valigie per fruire del carrello devi pagare 2 euro che NON ti verranno mai  restituite come c´e`scritto sulla macchinetta.
Inserisci la tua monetina, posto che tu l´abbia, nel box al lato della fila di carrelli, e questa attraverso una ruota dentata bloccante ne fa uscire uno.E`molto probabile che tu, povero ignaro, non noti la scritta " le monete non verranno restituite" e che in tutta fretta ti avvii verso l´uscita pensando di poterlo ridepositare e riavere i  tuoi 2 euro indietro.
Ma siccome non conosci la lingua italiana, o sei sprovveduto, o sei rincoglionito (il mio caso)  o vieni da un paese civile e non sei avvezzo ai sottili sistemi di microrapina silenziosa su cui si fonda l´economia italiana scoprirai alla fine del tragitto che i 2 euro erano a fondo perduto
.Il carrello era  in comodato d´uso per 10 minuti.Peccato solo 10 minuti, adesso lo vorrei distruggere compiendo atti di vandalismo ispirati dalla parte meno urbana di me, quella nascosta che abbiamo tutti noi italiani di fronte all´abuso di una qualsiasi istituzione.
E`nel  nostro DNA in fondo, come la forma dei  pesci disco che stanno  nel Rio delle Amazzoni. La natura li ha corredati di un corpo rotondo perche´sopravvivano  tra i canneti del fiume.
 Al posto di riconsegna carrelli scorgo la banda degli addetti alla simonia e mi incazzo come una jena , sono dei signori panzoni di mezza eta` con tanto di divisa, tutti affaccendati nel disperato recupero e riposizionamento in loco dei carrelli affinche´nessuno venga inavvertitamente trovato e usato gratis.
Fanno solo quello. Saranno stati assunti a tempo determinato dall´ennesima societa`interinale che tra mazzette e appalti con l´ADR ha vinto la gara di fornitura del Personale. Si vede lontano un miglio che sono poveracci senza arte ne´parte ai quali e`stato regalato un posto o forse peggio creato ad hoc per l´attivita`di raccattaggio carrelli. D´impulso mi andrebbe di andare li ad insultarli e imbastigli un pippone  se siano coscienti o meno che   fregare 2 euro a ogni passeggero in un aeroporto dove ne transitano  circa 30 milioni l´anno significa di fatto risanare un enorme bilancio negativo e fare cassa laddove non si hanno le capacita`e la lungimiranza di intervenire altrove. Una strategia manageriale impeccabile,che in Italia va alla grande.
Poi non ci vado pero´, mi tengo la rabbia e mi ricordo che il presidente di ADR e`Francesco Palenzona quello impicciato che ricopre una ventina  di cariche, con la faccia da pizzicagnolo e un passato da autotrasportatore prima, e da banchiere amico di destra  sinistra e di centro dopo.
 Improvvisamente con 2 euro in meno mi sento un pezzo infinitesimale ma indispensabile della cordata Alitalia. .Mentre negli altri paesi normali  l´aeroporto eroga un servizio al prezioso cliente fornendogli dei carrelli alcuni gratis, altri con 50 o al massimo 1 euro di cauzione, da noi il servizio viene automaticamente tramutato in ricatto e truffa legalizzati.
Se non vuoi trasportare 100 kg di valigie sei costretto a pagare. Un amichevole Benvenuto a tutti gli stranieri insomma, immagino gia`i compagni tedeschi in arrivo per la prima volta da Schönefeld che strabuzzano gli occhi e pur di sborsare 2 euro si sfiancano di fatica.
Decido mio malgrado di accettare il ricatto e riconsegno a malincuore il carrello.Vado verso il trenino cosiddetto di " alta tensione`" che mi porta a Stazione Tiburtina. In realta`e`un carro bestiame lentisssimo e sporco,  che costa ben 8 euro ma dove non passa quasi mai un controllore. Prendo l´ascensore che mi porta al 1 piano, somiglia piu´a un montacarichi ed e`pieno di sporcizia e cartacce.Puzza di urina  ed e`situato in un angolino mal segnalato del corridoio aeroportuale.In piu´ dove c´e`il tasto di sicurezza e blocco dell´ascensore il  vetro e` rotto ed il sistema di sicurezza presumibilmente non funziona ostruito da ulteriori cartacce e gomme americane.I corridoi che portano dai gate al Terminal dei treni sono costellati di cartacce cicche e rieattacolo  monnezze varie,pare  che l´ADR non abbia rinnovato il contratto ai pulitori dei corridoi anzi  abbia pure diminuito il personale.Meglio risparmiare su cose inutili, dopotutto la pulizia non produce ricchezza come i carrelli.
Penso agli autobus berlinesi con i guidatori piu´ignoranti del mondo, e alla societa`SASSE che espone in bella vista un tabellone 30x60 con i giorni della settimana in cui vengono svolte le pulizie (cioe`quasi tutti) e sotto ogni giorno viene posto un segno siglato e timbrato dell´avvenuto servizio
. Purtroppo da 1 anno a questa parte il mio  transito a Fiumicino e`diventato forzato  perche´la Easyjet da Berlino e molte altre compagnie vi hanno spostato tutti i voli.
Quindi tanto vale rassegnarsi e sperare che le cose migliorino in vista del 2044, data in cui secondo le stime del Palenzona in questione  Fiumicino sara`ultramoderno e transiteranno  nell´hub 100,000 milioni di passeggeri.Non ho ancora capito se vivi o morti, forse si riferiva all´ingresso dell´inferno che Dante, il piu´lungimirante di tutti , aveva posto proprio a Fiumicino sul delta del Tevere.

mercoledì 27 luglio 2011

Riti matrimoniali

A breve dovro`presenziare ad un matrimonio.Non il mio.
 Ma quello di una cara cugina. Chi mi conosce  e mi vuole bene  sa che apprezzo moltissimo il fatto di non essere invitata alle nozze.La trovo una dimostrazione di amicizia e rispetto profondo, ma trattadosi di mia cugina non potevo non andare. Ma veniamo al dunque, cosa odio dei matrimoni in genere.
Non e`tanto il fatto di recarmi in chiesa, luogo che, da quando ho smesso di andarci con mia nonna da piccola, non ha piu´avuto alcun senso e non ho piu´frequentato per sopraggiunte idee razionalistiche.
Non e`neanche l´idea di sentire per 1 ora e mezzo un signore gaglioffo in palandrana che spaccia false verita`varie ed eventuali ad un´ umanita`piccolo borghese di miseri contribuenti di 740, o tumorati in attesa di miracolazione. La vera piaga dei matrimoni in genere  e` la noia. La rottura di coglioni, il tedio che come un morso alla gola ti prende nell´attimo piu´solenne di ogni cerimoniale insensato.A guisa di Laocoonte, e tu stai li che ti viene da urlare.
Sono stata a pochi matrimoni in vita mia, a due dei quali ero persino testimone,infatti la prima coppia ha divorziato.La seconda spero di no perche´si tratta della mia migliore amica. Tutte delle gran rotture di balle.Tranne le nozze di R. e F. i miei due piu´cari amici, che invece erano divertenti e assomigliavano a delle vere feste dove delle persone che si stanno simpatiche si divertivano.Odio tutti i matrimoni quelli passati e quelli a venire.
Non sopporto le liste di nozze, gli oboli estorti ai parenti, le lacrime di commozione a profusione per il supposto "rito di passaggio", che sancisce per le mamme l´allontanamento della fregna di  sua figlia dal tetto familiare per approdare quando le va bene sul sedile del Merzedes di un novello marito. E poi le lacrime dei cari padri,   che ora finalmente possono passare in consegna la fica dell´amata figlia liberi da responsabilita`dii sorveglianza.
E poi le lunghe attese, mal sopportate dal mio stomaco, prima di andare al ristorante, che diciamo la verita`e`l´unica meta agognata del giorno.
 Ho fame, mi sono messa anche i tacchi ma mi fanno male le scarpe e 2 ore per fare le foto davanti al colosseo sono francamente troppe.Ci vuole molto per scattare le foto lo so, perche´non sono foto normali, sono pose stantie e talvolta funebri che potrebbero benissimo figurare anche sulle future tombe se le photoshoppate un po´.
E la scelta delle bomboniere? Questi suppellettili pacchiani che non servono a un cazzo, se non come ricordo di aver presenziato a un giorno quasi sempre dimenticabile.
 Ma la furia delle erinni dovrebbe colpire ogni sposa almeno una settimana prima del giorno delle nozze. Ho visto gente avere crisi di panico perche´il sopracciglio destro era mal rasato,trattare istericamente le loro madri perche´l´emozione prima del grande giorno era insostenibile,decidere con supina approvazione del futuro marito che almeno una settimana prima si dorme separati e si esce da case diverse per poi incontrarsi (se tutto va bene) davanti all´altare della chiesa.Mandate il vostro utero in ritiro spirituale?Se aveste il coraggio di Orlan almeno ve la ricucireste per bene prima che si posi sul sacro talamo.
Per non parlare del processo di imbruttimento che subiscono alcune spose nel tentativo di farsi belle fino a sembrare di essere uscite da Madame Toussauds.Tanto quel giorno riceverete comunque dei commenti positivi, mai il lusso di qualcuno che vi dica che state una merda per ricordarvi quanto e`bella e sana la realta`in cui normalmente vi svegliate.No quel giorno e`votato alle illusioni, sentite che la vita vi stia spompinando e vi sorrida solo perche´ quella mattina siete andate regolari al cesso e il vestito  vi dona.
Spero almeno in un menu´di pesce.

venerdì 22 luglio 2011

L´education sentimentale



Quello che ho capito e`che il mondo  si divide in quelli che vanno ad Oviedo, e quelli che no.Stai scherzando?Non ci penso proprio.


mercoledì 20 luglio 2011

martedì 19 luglio 2011

Komm gut nach Hause!

Quando spiego ad un tedesco che certe espressioni molto usate sono intraducibili perche´non esistono in italiano rimane sembre basito,confuso, e talvolta disorientato se e`uno studente di italiano. Il tedesco si stupisce piu´degli altri rispetto a parole e realta`distanti dalla sua cultura.
Una di queste e` Komm gut nach Hause! che significa letteralmente "buon ritorno a casa",tradotto al meglio con " stammi bene",  il cui sottotesto e` " torna sano a casa".
Frase che ogni tedesco pronuncia  e augura prima di salutarsi con gli amici dopo una bevuta, anche se la casa e`dietro l´angolo.
Anche loro hanno i loro piccoli rituali comunicativi, ma non cosi´complessi e strutturati come nell´italiano(come ad esempio le innumerevoli frasi di circostanza per  " fare i complimenti" davanti a un caffe`).
I tedeschi invece si "augurano" sempre un sacco di cose soprattutto tra amici e in famiglia.
 Un buon ritorno a casa, una buona giornata, una buona e pronta guarigione, una buon sonno. E molto piu´spesso di quanto faremmo noi  in circostanze piu´quotidiane.
La mia amica Ursula di 61 anni sostiene che la ragione e`che  "non si sa mai quello che potrebbe accadere",un incidente o un brutto scherzo del destino,  ed essendo i tedeschi pessimisti temono la catastrofe pure dietro l´angolo di casa.

Non so perche´ma tutto cio` mi ha ricordato Das nächste Dorf un racconto breve di Franz Kafka, scrittore che ho amato e letto quasi per intero e potrebbe descrivere metaforicamente il mio stato d´animo degli ultimi 5 anni.


Il prossimo villaggio 

Mio nonno soleva dire: «La vita è straordinariamente corta. Ora, nel ricordo, mi si contrae a tal punto che, per esempio, non riesco quasi a comprendere come un giovane possa decidersi ad andare a cavallo sino al prossimo villaggio senza temere (prescindendo da una disgrazia) che perfino lo spazio di tempo, in cui si svolge felicemente e comunemente una vita, possa bastar anche lontanamente a una simile cavalcata.»


Il problema non e`il percorso che mi separa dal prossimo villaggio,breve o lungo che sia ma il Tempo di una vita al cospetto della quale le mie azioni  restano limitate, perche´ determinate da una consapevolezza che si e`manifestata a tratti, o troppo presto o troppo tardi rispetto ai fatti.E quando ho pensato di compiere un viaggio,ho pensato che fosse solo geografico,bastava attraversare uno spazio per arrivare alla meta.
Il prossimo villaggio e`mio padre che avrei voluto abbracciare, e`la musica che avrei voluto suonare,storie di persone che avrei voluto ascoltare e quelle che non avrei voluto deludere.Ora restano soltanto le immagini nitide dei ricordi e l´assurdita`di riviverli al presente attraverso varie forme.
Voleva essere un post allegro,invece ne e`uscito fuori uno triste e un po´puerile.

venerdì 15 luglio 2011

Prima o poi...

Dovro`interrogarmi seriamente sul perche´io sia emigrata in una citta`dove a Luglio capita che ci siano 13 gradi con pioggia e vento passando un venerdi´sera ad imbastire una cena alternativa con zuppa di lenticchie e knackwurst.

martedì 12 luglio 2011

Nuove da Saturno




Il senatore della SPD  Jürgen Zöllner, da anni si occupa concretamente di Istruzione e Politiche per la famiglia,anzi per le famiglie. Ha un volto che mi piace, di una persona simpatica che deve averne combinate delle belle nella vita. E proprio per questo, e`uno capace di cogliere la complessita`del reale. Ha avuto molte idee originali nella sua carriera, come quella di istituire i test di lingua tedesca all´asilo per individuare i nuclei dove si continuava a parlare unicamente la lingua dei genitori migranti.
L´ultima sua geniale iniziativa in atto e`quella di una Aufklärungskampagne, da noi si direbbe di " campagna di sensibilizzazione" invece qui Aufklärung sta per " informazione",su un tema importante: La Sexuelle Vielfalt (molteplicita` delle espressioni sessuali).Non e`la solita campagna contro l´omofobia, o per il riconoscimento dei gay bensi´per la pluralita`delle identita`di genere mettiamolta cosi´ .Trovo che questa campagna sia necessaria, per due motivi. Uno e`palese, ed promuovere il rispetto delle diversita`,l´altro lo e`di meno ma sicuramente Zöllner ci ha pensato.
I figli che volente o nolente si troveranno a crescere in famiglie con 2 padri, o 2 madri o che incontreranno  un uomo con 2 belle tette che e`l´amico di papa`, o andranno al gay pride berlinese, avranno delle domande in piu´rispetto agli altri bambini e si porranno dei problemi seri.Per un semplice fatto, sono immersi e fanno parte di una realta` che ha bisogno di nuove categorie di lettura e comprensione, se non la si vuole negare facendo finta che non esista (come avviene in Italia).
Ma perche´tutto questo? Ce lo dice Zöllner in sole 7 parole,racchiuse in due proposizioni cristalline, con tanto di virgola per discernere bene il nesso causale,come solo la lingua tedesca permette.Messaggio efficace,diretto,potente,chiaro.Pensavo di tradurla in italiano e mandarla a Nichi Vendola proponendogli di fare lo stesso nella sua Puglia.Chissa`se ha il coraggio.

"Wir zeigen alles,was heute Realität ist".
"Mostriamo tutto cio´e`la realta`di oggi"

Una roba che va oltre la destra,la sinistra,che non tira in ballo manifesti cattolitici, ne´di partito,che non e`ne´ religiosa ne´atea ma laica ma umanissima quanto lungimirante.Veniamo in breve ai contenuti.

1)L´insegnante entra in classe con una valigia in cui ci sono diversi materiali: un libro illustrato, il gioco delle memory card ( omosessuale, trans,lesbica,bisessuale da accoppiare a piacimento), piu´vari oggetti per i role-plays. I bambini (dai 5 anni in su)devono scambiarsi i ruoli recitando i vari cliche´e/o il loro contrario. L´obiettivo e`sfidare e   rompere gli schemi comuni.

2)I diversi orientamenti sessuali vengono tematizzati e IMPERSONATI dai partecipanti attraverso favole, narrazioni e giochi di ruolo.Ad esempio mettere in scena " come ci si sente quando non si e`ne´ maschio ne´femmina".I plot delle favole sono ad esempio..." C´era una volta un principe che sposa un altro principe...Lo zio Tom bacia un uomo...Emily ha 2 mamme,o il Corvo sotto al suo manto nero e`presumibilmente transessuale."[...].

3) Siccome le lezioni sono rivolte anche ai genitori e agli insegnanti e`prevista la " Lettera ai genitori". E` scritta in arabo e turco e ha l´obiettivo di chiarire e ribadire messaggi quali " l´omosessualita`non si attacca",e "se vostro figlio e`gay non pensate di aver fallito nella vostra educazione,"nonche´ diverse nozioni riguardo l´omosessualita` e la sua storia. Grazie a questa ho scoperto qualcosa che non sospettavo ovvero che:

"Bis heute wurden bei etwa 1.500 
Tierarten lesbisch-schwule Pärchen entdeckt, vor allem bei Tieren 
mit ausgeprägtem Sozialverhalten, z. B. bei Löwen, Pinguinen, 
Delfinen und Schimpansen. Homosexualität gab und gibt es 
überall, bei Mensch und Tier"


Beh 1500 specie sono tante.
Saluti da un lontano universo.



venerdì 8 luglio 2011

Er Mmonziggnore.

La stazione Termini di Roma e`stata arricchita da un´opera dello sconosciuto "artista" Oliviero Rainaldi, al quale auguro una dissenteria a vita e la pubblica interdizione da qualsiasi garetta d´appalto artistico del quartierino,visto il risultato indegno.
L´aspetto positivo almeno e`che, vista la scarsita`di bagni pubblici gratuiti nelle vicinanze un pisciatoio cosi´ergonomico e funzionale ci voleva...o come recita un famoso sonetto del grande Gioacchino Belli un bel " Monsignore".Tutto torna.


giovedì 7 luglio 2011

mercoledì 6 luglio 2011

I Principio della Crukkodinamica

se un pedone italiano A che procede in direzione rettilineacostante incontra un pedone tedesco B, sulla sua stessa traiettoria, anche a 100 mt di distanza il coefficiente di immobilita`e di stronzaggine di B sara`sempre direttamente proporzionale al numero di tentativi vani di A nell´ ipotizzare la direzione di sposamento di B, il quale non vi cedera`mai il passo ( anche a costo di pestare una merda enorme).

mercoledì 29 giugno 2011

Freud e le chache esistenziali

I Sogni, quelli di notte bisognerebbe che non ci fossero. Senza di loro la vita sarebbe migliore.Il fatto che ci sono significa una cosa sola,  che non abbiamo e mai avremo il totale controllo della nostra realta´psichica e questa e`una vera disgrazia.
Te ne vai a letto dopo la camomilla, pensando di aver percorso un bel pezzo di strada libera da impacci e superato cose che ritenevi insuperabili e chiudi gli occhi sereni. Poi inizia il teatrino notturno e incontri qualcuno o  viaggi nei luoghi d´infanzia. A volte succede che ti risvegli con un malessere antico, e la netta sensazione di essere rimasto li´dov´eri tempo  fa,perche´la ferita che credevi rimarginata pulsa ancora e tu che credevi di essere ormai  germogliato a nuova vita sei ancora una zolla secca sotto l´aratro dell´inconscio.

De Profundis Tiburtinae

Il mio ritorno a Roma e`stato puntuale stavolta, nonostante i frequenti disservizi  di Easyjet negli ultimi tempi. Appena scesa dal lordissimo trenino  Fiumucino-Tiburtina, aumentato improvvisamente di  ben 3 euro, ho avuto subito modo di appurare che l´opera sistematica di demolizione e degrado di Roma ad opera di Alemmano  ha raggiunto  la versione 3.0.
 La nuova stazione Tiburtina e`un cantiere interminabile, le cui date di apertura dapprima previste per il 2009, vengono posticipate da anni a grande discapito degli abitanti della zona, che sarebbe lo snodo stradale  piu´importante di Roma Est (dove passano la via consolareTiburtina, l´Autostrada A24 e la Tangenziale Est). A causa delle deviazioni per i lavori in corso, nelle ore di punta o nei giorni di pioggia il ponte si trasforma in un budello infernale dal quale e`impossibile uscire vivi senza impiegare per fare meno di 2 Km. 2 ore previa recita di bestemmie previste dal calendario gregoriano.
Un vero calvario a danno dei lavoratori che devono raggiungere il centro e degli studenti che vanno all´universita`.
L´ultimo termine reso noto risulta essere Giugno 2011, ma basta un colpo d´occhio per capire che si tratta dell´ennesima presa per il culo, e che l´avanzamento lavori non e`affatto all´80% come dicono, ma neanche al 50%. Non solo, farebbero bene tranquillizzare i cittadini dichiarando a chiare lettere "Cari Signori, non ci e` dato sapere la data di ultimazione dei lavori, vista l´ennesima querelle tra urbanisti e sovrintendenti de ´sta ceppa circa il rinvenimento dei peli pubici di Diocleziano...o un dipinto della uallera di sua sorella." che nessuno si aspettava di trovare, del resto, nel sottosuolo di Roma prima di scavare e prima di dare il via ai lavori.
 Cio´nonostante a Dicembre scorso, la giunta Alemanno ha avuto il  coraggio futuristico  autorizzare una inaugurazione di una miserrima porzione di stazione: l´atrio nomentano.
 Un atrio  di 20 mq2 su 50 mila metri quadrati di grande opera pubblica in un qualunque pomeriggio italiano. Il tutto alla presenza di  Berlusconi con dotato di casco giallo e alle massime onoreficienze dello stato con la lettara piccolina. Il ministro dei trasporti  Matteoli e i vertici di Ferrovie piu´  altri quattro amici loro scampati a un brunch a collina Fleming.
 Una cerimonia tra intimi di una tristezza e cialtroneria senza  pari, niente a che vedere con  quello che fu l´evento- inaugurazione della  Hauptbahnoff a Berlino avvenuto puntualmente prima dell´inizio dei mondiali del 2006.  
Ricordo che  era una serata di primavera caldissima e io ero in mezzo una folla di gente galvanizzata e commossa dall´evento. Si e`cantato, ballato la techno, qualcuno trombava e io ascoltavo la 9 di Beethoven in lacrime sotto  bellissimi fuochi d´artificio,  si e`urlato a squarciagola, pianto e ringraziato questa citta` capace di farti sentire parte di essa e insieme cittadino del mondo. Davanti alla ultramoderna stazione illuminata con giochi di luce ed effetti , si respirava il senso di  gratitudine  e orgoglio  dei berlinesi per questo regalo alla citta`un senso  appagante di comunione civile che per l´italiano medio resta ancora un idillio sconosciuto.  
  All´uscita di piazzale Tiburtino sembra di essere in una discarica abusiva.Il cantiere e il suo circondario versano nel pieno degrado, e la struttura che emerge, sembra essere gia`vecchia e obsoleta ancor prima di essere completata. Una desolazione totale che fa da perfetto sfondo  ai bivacchi di fortuna dei senza tetto e dei  nomadi che transitano di li´o decidono di istallarvisi.
 Monnezza ovunque, devo fare lo slalom con il trolley per poter raggiungere via Masaniello e arrivare a piedi sul ponte della Tiburtina dribblando in mezzo a qualsiasi genere di rifiuti e lo stesso sono costretti a fare i passeggeri degli autobus che scendono al capolinea.
 La particolarita` di Roma rispetto a Napoli e`che noi i rifiuti  non li ammonticchiamo in cumuli agli angoli delle strade, ne´gli diamo fuoco. A noi  piace distribuirli piu´equamente sul suolo pubblico, soprattutto negli antri nascosti delle stazioni o sotto i piloni di cemento per lasciarli sedimentare a futura memoria.
L´unico pensiero che mi toglie l´amarezza dal cuore e`la lasagna della mamma che mi sta aspettando.

martedì 14 giugno 2011

Dialogo sui 2 massimi sistemi della pizza e del mandolino

In quasi tutte le Volkshoschulen tedesche  come programma  dei corsi di Italiano viene adottato il testo Allegro  edito da Klett Verlag. Tra i vari testi in circolazione risulta il piu´maneggevole e  il  meno peggio, cioe` quello con i temi piu´attuali, una grammatica essenziale presentata in maniera induttiva, e varie´attivita`linguistiche di tipo comunicativo. Il tutto supportato da un cd audio che contiene dialoghi semi-autentitici (cioe`non recitati da attori ma improvvisati da persone normali).
Il testo sembrerebbe soddisfare tutti i criteri voluti dalla glottodidattica moderna che richiede un approccio comunicativo", prediligendo l´elemento  pragmaticoo e funzionale della lingua e non sbomballa i maroni con quintali di inutili esercizi strutturali.
Tuttavia ha un grosso problema.Non c´e`una pagina, dico una, che non sia intrisa dei peggiori stereotipi sugli italiani brava gente modello democristiano per intenderci. I testi presentati finiscono sempre per  incontrare irrimediabilmente i pre-concetti piu´banali sedimentati nella testa dell´aspirante apprendente germanofono di italiano(che trattandosi di Volkshochschule e`quasi sempre adulto ).
Se si ha vagamente l´idea dell´uomo italiano come inguaribile macho o  gigolo´(come dicono qui) ecco che la biografia di Casanova nel capitolo dedicato a Venezia rinforcola  l´immagine ben nota ai piu´. Se si ha da qualche parte letto che gli uomini italiani sono mammoni in balia di  madri autoritarie e di mogli  bisbetiche, i l fatto trovera` certamente conferma nello stralcio di dialogo che segue :
Lui: Ma non devi lavorare il pomeriggio?
Lei: Ma no, la settimana prossima ho sempre il turno di mattina.
Lui: Anche domenica?(con tono perentorio)
Lei: No, domenica per fortuna sto a casa.
Lui: Ahh allora possiamo andare a trovare mia madre!
Lei: Ma come?( tono deluso e insofferente)
Lui: Dai, Cristina, non cominciamo di nuovo.....(voce incazzata)
Lei: E va bene.

 L´Unita`11 di Allegro 3 si intitola subdolamente " Quale Italia"? Il tema e`la diversita`dialettale e geografica dell´Italia di ieri e di oggi. Lo scopo e`rendere lo studente consapevole della varieta`culturale politica e sociale delle regioni italiane. Notevole e`il come! Inizia con "La storia d´Italia a fumetti" con in calce frase di D´Azeglio "fatta l´italia bisogna fare gli italiani". Si evince da una serie didascalie che il  Sud d´Italia puzza ed e`morto di fame, mentre la Lombardia e il Piemonte, semi-alfabetizzati se la passano meglio.  Poi c´e`una sezione dedicata alle specialita`culinarie regionali nei vari dialetti, un inserto sulle minoranze linguistiche (una bella idea) e infine un dialogo esilarante sulla Monnezza.Si proprio lei.Decisamente O.T.visto che prima si era parlato di chiacchiere,frappole,crostoli e galani. Alla fine del capitolo, pare proprio che gli autori vogliano tirare le somme sulle differenze  tra Nord e Sud tracciando una precisa soglia di demarcazione da vago sapore razzista.Ma veniamo al dialogo audio.


A: Mamma mia, questa pizza e`immangiabile.Fa schifo,io la butto.
B: Armando, aspetta, non gettare tutte le scovaze assieme.
A: Le scovaze?
B: Si, i rifiuti, la spazzatura.
A:Ahh da voi a Gorizia si dice scovaze?
C: A Genova noi diciamo rumenta.
A: Noi invece diciamo a´munnezza.Allora dimmi, dove la devo gettare ´sta munnezza?
B:Dammi qua ci penso io, guarda questo e`il secco e questo e`l´umido cioe`l´organico. Per la carta e il vertro ci sono fuori i raccoglitori, li avrai gia`visti.
A: Ok. Ho capito, qui mi tocca fare la raccolta differenziata.
C:Si la facciamo tutti, quindi sarebbe opportuno che la facessi anche tu.
A: E vabbe´, certo che se sapevo che eravate cosi´ecologisti....
[...]

Nei 3 volumi di Allegro i dialoghi sul cd sono sempre recitati da persone con la cadenza settentrionale, questo e`l´unico in cui compare un napoletano che parla un italiano colloquiale, ricorrendo all´imperfetto anziche´ al congiuntivo trapassato, mentre i suoi compagni settentrionali parlano forbiti (notare l´uso del futuro anteriore).Il genovese e il goriziano rendono edotto l´amico napoletano sulla raccolta differenziata, ma lui pigro e indolente (come del resto sono i napoletani no?) preferirebbe di no.
Come facciamo a stupirci della nostra immagine all´estero se addirittura nei libri di italiano vengono veicolati questi concetti stereotipati e ultra-conservatori, che ritraggono un bel paese di pizze chitarre e mandolini?